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La strage di Licata, la mamma diceva ai figli: «Lo zio grida ma poi gli passa»

All’ospedale Sant'Elia di Caltanissetta, dove è morto suicida Angelo Tardino di 48 anni, ieri è stata eseguita - su disposizione del procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio e del sostituto Paola Vetro, titolari del fascicolo d’inchiesta - l’ispezione cadaverica esterna sull'autore della strage di Licata che mercoledì ha sterminato la famiglia del fratello (vittime Diego Tardino, la moglie Alexandra e i figli minorenni Alessia e Vincenzo) e poi si è tolto la vita. I pm non hanno disposto, per lui, alcuna autopsia.

L’uomo, mercoledì mattina, secondo quanto ricostruito, per un contrasto ereditario legato alla spartizione di alcuni terreni, ha estratto due pistole e ucciso il fratello, la cognata e i due nipoti prima di fuggire e togliersi la vita sparandosi con una terza arma. Per esigenze di notifica atti, gli esami autoptici sulle vittime sono slittati a sabato mattina. E non sarà sufficiente, per il medico legale Alberto Alongi che è stato incaricato dalla Procura, un’unica giornata per eseguirli. I funerali delle quattro vittime della strage, quindi, slittano e dovrebbero tenersi nella giornata di mercoledì. Il sindaco di Licata Pino Galanti, per quel giorno, ha proclamato il lutto cittadino.

Ieri le scuole dei due ragazzi - il liceo Linares frequentato da Alessia Tardino e la media Marconi del piccolo Vincenzo  - hanno espresso in tutti i modi lo sconforto, il dolore e un sentimento di partecipazione di fronte a una tragedia inattesa. Fiori, peluche e altro sono comparsi nelle classi e anche all'esterno, nei due istituti. Grande passione di Vincenzo, come informa Fan Page, era la letteratura: aveva lavorato a una storia fantasy insieme a un compagno di classe e con quel racconto avevano vinto un concorso letterario della casa editrice Salani. Gli istituti scolastici dei due ragazzini sono a lutto. Alessia sedeva al secondo banco, mentre Vincenzo occupava l'ultima fila. Nella classe della quindicenne esposta anche una targa che le era stata consegnata in occasione della Giornata dei giusti dell’umanità. All'amica del cuore Alessia aveva raccontato di frequenti liti tra il padre e lo zio. Non ne aveva però parlato con le insegnanti.

La mamma dei due ragazzi, Alexandra Ballacchino, in passato era stata rappresentante dei genitori. I docenti ricordano che sempre presente agli incontri a scuola e anche alla fine delle lezioni per riportare a casa i ragazzi. Era una madre attenta, giovane e sempre sorridente. Era molto fiera dei suoi figli e ne parlava spesso. Negli ultimi tempi aveva provato a rasserenarli: «Lo zio grida ma poi gli passa», diceva ad Alessia e a Vincenzo.

Invece, non  è stato così. Il 48enne Angelo Tardino non era soddisfatto della suddivisione dei terreni disposta dal padre, che è stato anche interrogato dai magistrati per fare chiarezza sull'origine della contesa. Angelo sosteneva che il fratello Diego, del 1977, con il quale aveva una piccola attività agricola, fosse stato favorito dal genitore. Per questo motivo, al culmine di una nuova lite, stavolta per motivi contingenti come l'acqua di un pozzo o il parcheggio dei furgoni,  ha aperto il fuoco contro di lui e poi ha fatto fuori anche i suoi familiari inseguendoli stanza per stanza, fino a freddare anche il piccolo Vincenzo rannicchiato in una coperta.

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