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Favara, spacciava a ragazzini. Chiesta condanna a 4 anni per un 30enne

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Quattro anni e quattro mesi di reclusione per l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di droga con l'aggravante di averla ceduta a un minorenne. Mano pesante del pubblico ministero Gianluca Caputo che ha chiesto la condanna a una pena particolarmente elevata per il trentenne favarese Angelo Stagno, imputato insieme a Gaspare Volpe, 60 anni, barista anch'egli favarese che rischia, invece, non avendo scelto il rito abbreviato contrariamente a Stagno, il rinvio a giudizio per l'accusa di estorsione e tentata estorsione.

"Appena ti incontro per strada ti schiaccio con la macchina… ti ammazzo quando mi capiti davanti". Volpe, noto anche per essere stato il datore di lavoro di Gessica Lattuca, la ragazza di 28 anni scomparsa nel nulla dallo scorso agosto, con queste parole avrebbe minacciato alcuni operai.

Il barista, peraltro, era sospettato di averla inserita in un giro di prostituzione. Le accuse nei confronti di Stagno scaturiscono dal contenuto delle intercettazioni che gli inquirenti hanno disposto dopo la denuncia delle presunte vittime di estorsione. Le stesse conversazioni avrebbero fatto emergere pure un giro di prostituzione nel quale Gessica Lattuca, che lavorava nel bar di Volpe, insieme a una seconda ragazza, sarebbe stata costretta a inserirsi.

Gli inquirenti stanno anche lavorando per comprendere se esiste un nesso fra la sua sparizione e questo segmento investigativo. Intanto la duplice accusa di estorsione e tentata estorsione a carico di Volpe e alcune accuse di detenzione ai fini di spaccio mosse a Stagno saranno valutate dal giudice dell'udienza preliminare Alessandra Vella. Lo stesso Stagno, messo alle strette dalle intercettazioni, ha ammesso i fatti pur cercando di ridimensionarli e precisando che si trattava di droghe leggere e che non le aveva mai cedute a minori.

Gli episodi al centro del processo riguardano il periodo compreso fra il 2012 e il 2015. Volpe - secondo la ricostruzione dei fatti - aveva commissionato alcuni lavori edili nella sua casa di campagna nella quale subì un furto. La sua convinzione sarebbe stata quella che a commetterlo era stato uno degli operai.

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