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Emergenza sbarchi a Lampedusa senza fine, il sindaco Martello: "La nostra isola è sicura"

Dal fronte sanitario a quello degli sbarchi, a Lampedusa è emergenza nell’emergenza. In merito – intervistato da Gds.it – ha parlato il sindaco di Lampedusa, Totò Martello.

Situazione di emergenza a Lampedusa, tantissimi arrivi di migranti, cosa pensa?

“Questo argomento era stato trattato già ad inizio anno, subito dopo i primi sbarchi dell’anno avevamo capito che il numero di migranti che arrivano era decisamente superiore a quello dell’anno scorso,infatti abbiamo raddoppiato il numero degli sbarchi e delle persone che sono arrivate a Lampedusa. E’ normale che in Italia ci sia questa emergenza di sbarchi, perché vorrei distinguere i due fenomeni dell’emigrazione. Noi italiani e anche l’Europa si è sempre interessata al fenomeno dell’accoglienza dei migranti, l’emergenza riguardava solo gli arrivi e successivamente la redistribuzione nei territori. Non è invece mai stato affrontato il problema dell’emigrazione, né dal governo italiano e nemmeno dal governo europeo. Quindi adesso c’è questa sorta di campagna spietata nei confronti del fenomeno dell’emigrazione, non c’è nessun programma, nessun progetto, nessuna idea su come risolverlo. Stanno sbagliando tutti, sia il governo italiano che tutta la UE”.

Numeri molto alti, 2000 migranti sono troppi per voi?

“Effettivamente si, soprattutto perché ci sono le navi quarantena e non possono attraccare in porto perché c’è vento, brutto tempo e mare agitato. Ci sono tante difficoltà, se le navi non possono prendere i migranti in quarantena diventa tutto più difficile, anche perché il nostro hotspot non può accogliere più di 250 persone e invece ce ne sono almeno mille. Però stiamo lavorando per alleggerire le presenze nell’hotspot, è arrivato anche un rimorchiatore Asso 39 che sta trasferendo i migranti dalla banchina del porto per portarli nella nave quarantena. Il tutto avviene di fronte al porto di Lampedusa”

Bruxelles cosa vi ha detto? Vi hanno aiutato? Qualche suggerimento?

“Non c’è stato assolutamente nulla. Il fenomeno dell’emigrazione a Bruxelles viene percepito diversamente da come lo viviamo noi in Italia. A Bruxelles è interessato fino adesso solo il problema della redistribuzione dei migranti, si sono interessati solamente ai migranti rifugiati e non invece ai migranti economici. Ogni volta che noi parliamo con Bruxelles loro non vogliono sentire parlare di migranti economici, quando almeno il 90% delle persone che arrivano nelle nostre coste sono solamente dei migranti economici. Quindi come è possibile risolvere il problema se non si guarda globalmente il fenomeno dell’emigrazione?”

Secondo lei come sarebbe possibile risolvere il problema?

“Intanto credo che le esigenze del popolo europeo sono quelle di vedere arrivare questi migranti in sicurezza e in regola, bisogna partire da questi presupposti. Bisogna capire come fare arrivare questi migranti in regola e in sicurezza. Se si vogliono cancellare sbarchi abusivi, sbarchi illegali e scafisti, bisogna iniziare a lavorare proprio con questi paesi del Mediterraneo per non far partire illegalmente questa gente. Forse occorrerebbero le frontiere aperte. Non capisco perché si può andare in America e invece uno che vuole andare e venire dalla Tunisia verso l’Italia non lo può fare? Perché il governo tunisino lo proibisce?”

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