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I ROGHI

Le fiamme tornano a lambire l’ospedale, paura per i pazienti a Sciacca

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Fiamme nell'area dell'ospedale di Sciacca

Da Sciacca a Cianciana, da Ribera a Menfi ed a Caltabellotta. Tutto il versante occidentale della provincia di Agrigento ormai da parecchie ore è sotto la morsa degli incendi. A Sciacca ha destato clamore e tanta apprensione un vasto incendio che si è sviluppato all’interno della corte che delimita l’ospedale «Giovanni Paolo II». Il rogo, alimentato dalle elevatissime temperature, ha bruciato le sterpaglie che si trovano attorno alla zona, lambendo l’ingresso posteriore della struttura e causando apprensione tra pazienti e personale sanitario.

Non è stato comunque necessario ricorrere all’evacuazione dei locali del complesso ospedaliero. Per tutta la durata delle operazioni di spegnimento la situazione è rimasta sotto controllo. Le fiamme si sono avvicinate anche all’autoparco delle autolinee «Salvatore Lumia», situato proprio vicino l’ospedale. Non si registrano danni ed è ignota l’origine dell’incendio. Fino a notte inoltrata gran lavoro per i vigili del fuoco del distaccamento di Sciacca.

Durante la notte un vasto incendio che ha distrutto uliveti sulla Sciacca-Caltabellotta, in località Lazzarino. Sono in corso le operazioni di bonifica che vedono impegnato anche il Corpo forestale che è stato in azione nei territori di Menfi, Ribera, Cianciana e Caltabellotta. Sono andati a fuoco anche diversi ettari di bosco. Nella stessa zona un incendio ha interessato anche l’area del Nadore. Centinaia di alberi di ulivo andati a fuoco e animali che sono stati messi in salvo in tutta fretta. L’incendio si è sviluppato in tutta la zona che costeggia la provinciale 37 che collega le due città. Sono intervenuti vigili del fuoco e squadre del Corpo forestale. Sono arrivati anche carabinieri e polizia stradale. Si indaga per stabilire la natura dell’incendio, ma residenti nella zona parlano della necessità di garantire maggiori controlli per evitare l’azione di incendiari.

Gran lavoro per il Corpo forestale che ha fatto intervenire per spegnere due incendi gli elicotteri Falco 1 e Falco 7. L’elicottero Falco 1 dall’elisuperficie di Sambuca è intervenuto a Caltabellotta, in contrada Favarella, per spegnere un incendio che ha bruciato 5 ettari tra macchia mediterranea e bosco privato. Tra Ribera e Cianciana, in contrada Pintaloro, Falco 7 ha spento un incendio che ha mandato in fumo 15 ettari di bosco. Il Corpo forestale è intervenuto anche in via del Serpente, a Menfi, a supporto dei vigili del fuoco del distaccamento di Sciacca e Santa Margherita Belice. Quest’incendio ha destato grande apprensione perché si è sviluppato in una zona nella quale si trovano anche abitazioni ed attività commerciali ed artigianali che, per fortuna, non sono state danneggiate. Nei comuni della provincia resta alto il livello di attenzione e si svolge anche attività preventiva. Il Corpo forestale, nei diversi distaccamenti, impiega anche i droni per verificare focolai di incendio e fare scattare subito gli interventi necessari. L’attività impiega tutto il personale con un gran lavoro che è stato intensificato negli ultimi giorni per l’escalation dei roghi. (*GP*)

«Sono già diverse centinaia gli ettari di terreni andati in fumo», dice il sindaco di Caltabellotta Calogero Cattano. «I focolai sono a decine, non c'è dubbio che siano tutti opera di qualche persona come minimo malata, è una situazione insopportabile, non possiamo fare altro che confidare in controlli ancora più intensi affinché i responsabili vengano individuati e acciuffati», aggiunge. Per le operazioni di spegnimento degli incendi da ore su tutta l'area, oltre agli interventi da terra, sono stati organizzati anche i mezzi aerei. Cattano ha raggiunto alcuni poderi, toccando con mano la rovina e la disperazione degli imprenditori agricoli coinvolti: «Campi e colture bruciate, c'è chi ha perso la fonte del proprio sostentamento», afferma il sindaco. Un paio di aziende zootecniche sono riuscite a salvare il bestiame, ma attorno a loro è tutto bruciato: «garantire il pascolo rischia di essere un’impresa impossibile», osserva Cattano.

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