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RANDAGISMO

Rifugio di Santa Margherita Belice, i cani scelti anche da Striscia la Notizia

randagismo, Agrigento, Cronaca
Chiara Calasanzio con il costume di Babbo Natale nel suo rifugio per cani (Foto Pantano)

Centotrentanove cani tolti dalla strada, da situazioni difficili o dalla vera e propria violenza e regalati ad una vita nuova, con una famiglia che si prenderà cura di loro per il resto della loro vita. È un piccolo miracolo quello portato a termine dall’associazione Oasi Ohana di Santa Margherita Belice, struttura che, ormai con sempre maggiore frequenza, porta i propri cani anche sul tavolo dei conduttori di Striscia la Notizia.

I pelosi del rifugio fondato ormai sette anni fa dalla volontaria, Chiara Calasanzio, riescono ad avere una vita migliore, a raggiungere famiglie che li accolgono quasi tutti nel nord Italia, ma alcuni anche nelle capitali europee. Tra queste 139 storie quella che ha suscitato maggiore eco mediatica senza dubbio quella di di Hola, la cucciola di lanciata da un’auto lo scorso 13 aprile a Menfi e rimasta cieca, molto probabilmente per i traumi riportati. Come aveva richiesto l’Oasi Ohana insieme a Hola la famiglia adottante ha preso con sé anche Micia, la gattina recuperata per strada che è diventata l’amica del cuore di Hola. Come ormai noto negli ambienti del volontariato, Ohana è molto severa nelle valutazioni delle famiglie candidate ad adottare i cani del rifugio: dopo una cernita telefonica per comprendere le caratteristiche della famiglia e della residenza, si selezionano alcune famiglie ritenute idonee e si procede ai controlli preaffido, a cura dei volontari locali, direttamente nella residenza che ospiterà il cane per valutare il contesto familiare e quello abitativo.

Nonostante queste premure a volte accade che, giunto nella nuova città, il cane venga rifiutato dalla famiglia, ossia che cambi idea e non voglia più il cane, per varie ragioni (presunte malattie improvvise di un membro della famiglia, problemi di convivenza e adattamento); in questi casi Ohana pretende che il cane venga restituito all’associazione e non che possa finire in un canile o, peggio, per strada. Nel 2021 è successo tre volte: in due di queste il cane è rimasto in stallo o in pensione in zona per non farlo tornare indietro e gli è stata trovata successivamente un’altra famiglia. Un caso, invece, è ancora in corso di risoluzione, riguarda Willy, che era destinato a una famiglia di Modena.

«Sono felicissima di questi numeri - commenta la fondatrice di Ohana, Chiara Calasanzio -. Stiamo parlando di cani che avrebbero trascorso la loro vita da randagi qualora fossero riusciti a sopravvivere. Tra di loro, infatti, ci sono cuccioli recuperati in pozzi, scatoloni e sotto la pioggia. Non avrebbero avuto nessuna possibilità di sopravvivere se non li avessimo recuperati, curati, allattati e rimessi al mondo» conclude Chiara Calasanzio. Pochi mesi fa è stata protagonista, assieme al marito, di un’iniziativa che ha fatto subito il giro dell’Italia. I regali in denaro, 6 mila euro, ricevuti per il matrimonio, sono stati destinati all’acquisto di un terreno per ampliare l’oasi Ohana dove trovano riparo un centinaio i cani randagi.

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