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Abusivismo a Licata, le ruspe si spostano ma non si fermano

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Le ruspe si sono spostate da Torre di Gaffe alla zona della Rocca a Licata. Non si fermano, dunque, le demolizioni di immobili costruiti abusivamente lungo i 24 chilometri di costa licatese da Torre di Gaffe fino a Marina di Butera al confine con la città nissena.

Il braccio armato dello Stato, azionato dal 2016, ha già buttato giù 198 manufatti che erano stati realizzati senza autorizzazione edilizia e senza la possibilità di potere essere sanati, essendo stati costruiti in zone dove vige il divieto assoluto di edificare, a meno di 150 metri dalla battigia.

Ieri è stato attivato l'ennesimo cantiere nella zona della Rocca, dove le ruspe del Consorzio di imprese «Conpat» di Roma, si sono spostate dopo aver completato il lavoro a Torre di Gaffe. Scortati da polizia, carabinieri e guardia di finanza, i mezzi meccanici sono arrivati nel luogo esatto in cui c'è un immobile da demolire come disposto dalla Procura di Agrigento che agisce in stretto contatto con il dipartimento Urbanistica del Comune di Licata e con l'ufficio tecnico.

L'articolo nell'edizione di Agrigento del Giornale di Sicilia

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