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Dolore e lacrime per l'ultimo addio al muratore di Licata morto folgorato

LICATA. Si sono svolti stasera i funerali di Giovanni Callea, 44 anni, il muratore licatese morto folgorato da una scarica elettrica mentre stava realizzando un  massetto in cemento armato in un cantiere edile di contrada Piano Bugiades.

All'ultimo saluto allo sfortunato operaio, con la cerimonia delle esequie che si è svolta nella chiesa San Giuseppe Maria Tomasi, nel quartiere di Fondachello, dove lui abitava con la moglie ed i suoi due figli piccoli, hanno partecipato circa mille licatesi. La commozione era palpabile, anche la rabbia per una morte così assurda. In prima fila la moglie, affranta dal dolore, i figli, molto composti ed increduli, i parenti e poi tanti amici e conoscenti che non hanno voluto mancare all’ultimo saluto a Giovanni, un uomo di cui tutti parlano bene e lo ricordano come un gran lavoratore.

C'era anche il sindaco Angelo Cambiano con la fascia tricolore ed i vigili urbani in alta uniforme. E' stato infatti proclamato il lutto cittadino. “Bandiere a mezz’asta di tutti gli uffici pubblici comunali e degli enti pubblici e privati, nonché degli edifici scolastici di ogni ordine e grado. Nel fare propria – scrive il Comune – la spontanea partecipazione di cittadini, del mondo artigianale, imprenditoriale e giovanile, di amministratori ed esponenti di tutte le forze politiche, delle organizzazioni sindacali e sociali presenti nel territorio, per la improvvisa morte di Giovanni Callea, il sindaco Angelo Cambiano, ha proclamato il lutto cittadino in segno di cordoglio e di partecipazione dell’intera città”. Toccante l’omelia di padre Totino Licata, che ha avuto parole di conforto per i familiari di Callea ma ha anche denunciato lo stato di pericolo in cui molto spesso sono costretti a lavorare gli operai. Al termine ci sono stati due interventi molto toccanti, quello della sorella e di una cugina che hanno avuto parole di elogio per il muratore che ha perso la vita mentre stava lavorando.

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