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LA STORIA

La sede di Fratelli d'Italia nel bene confiscato alla mafia, polemica a Santa Margherita Belice

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L'inaugurazione della sede di FdI a Santa Margherita Belice

Polemica su un bene confiscato alla mafia assegnato a Santa Margherita Belice. Da un lato c'è l'associazione Libera, dall'altro Deborah Ciaccio, consigliera comunale e portavoce cittadina di Fratelli d’Italia.

La questione è questa: nella piazza principale di Santa Margherita si trova un immobile, in parte confiscato perché appartenente a Pasquale Ciaccio, condannato per mafia. Solo una porzione dell'appartamento (il 25%), però, è passato allo Stato, il resto è rimasto nella disponibilità dei familiari.

Tra i nipoti di Ciaccio c'è anche Deborah, attiva politicamente in paese, che in quell'immobile, lo scorso 2 settembre, ha inaugurato la locale sede di Fratelli d’Italia, partito del quale è portavoce. Una iniziativa che ha lasciato delle perplessità, a partire da Libera: "Trattandosi, anche se parzialmente, di un bene confiscato alla mafia, l’amministrazione comunale di Santa Margherita Belice - dichiarano il coordinamento regionale e il locale presidio di Libera - avrebbe dovuto adottare un approccio diverso nella gestione dell’immobile. Trovando una strada che potesse renderlo comunque utile alla collettività, rispetto alle norme inerenti alla materia. La decisione inopportuna di utilizzarlo in favore di una parte politica, qualunque essa sia, ne mortifica e annulla il valore collettivo”.

La diretta interessata si è detta "indignata per gli attacchi": "L’inaugurazione è stata fatta in un locale che per il 75% è di proprietà della mia famiglia, mentre il 25 % appartiene ad un mio parente che ha avuto problemi con la giustizia, che ha scontato la sua pena e da cui ho mantenuto, mantengo e manterrò le distanze. Il locale che utilizzo come circolo è assolutamente in regola e non sequestrato, tranne una stanza che ovviamente non viene utilizzata".

A Deborah Ciaccio è arrivata la solidarietà della Nuova Dc: "È una vergogna - si legge in una nota - che in piena campagna elettorale, anziché parlare di programmi e di prospettive per  il rilancio della Sicilia, c'è chi impiega il proprio tempo per infangare chi ogni giorno si spende per il proprio territorio. Esprimiamo a Deborah Ciaccio tutta la nostra vicinanza".

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