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Lampedusa, il centro migranti resta alla coop Badia Grande: respinto il ricorso della ditta battuta

migranti, Agrigento, Politica
Il centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola, a Lampedusa

L’hotspot di Lampedusa rimane alla gestione della cooperativa Badia Grande. A deciderlo è stata la sezione palermitana del Tar Sicilia che ha respinto il ricorso con cui la Nova Facility Srl ha impugnato l’esito della gara d’appalto, del valore di 2,9 milioni di euro, affidata dalla prefettura di Agrigento. L’appalto resta aggiudicato così alla Badia Grande, difesa dall’avvocato Massimo Petrucci.

Con il ricorso Nova Facility, arrivata al secondo posto nella gara, aveva contestato la graduatoria finale e l’assegnazione del punteggio sui servizi forniti. Secondo la società esclusa c'era stata la violazione del bando di gara, la non congruità dell’offerta presentata da Badia Grande, oltre a una serie di vizi procedurali: sulla nomina della commissione di gara, il tempo trascorso, 16 mesi, per la procedura selettiva, il mancato rispetto delle nuove disposizioni sulla materia e che con il nuovo appalto i posti nell’hotspot sono saliti da 250 a 476.

Questi punti sono stati respinti dalla prima sezione del Tar presieduta da Salvatore Veneziano. In particolare, il Tribunale amministrativo regionale ha ritenuto che fosse corretto il calcolo del punteggio attribuito per i lavoratori notturni a Badia Grande. Inoltre, è stato considerata inammissibile la parte di ricorso con cui la Nova Facility provava a contestare le scelte della commissione giudicatrice sulle proposte migliorative avanzate da Badia Grande. Fra queste, ad esempio, l’apertura di una ludoteca per creare momenti di svago per i bambini ospiti della struttura di accoglienza.

«Nelle gare pubbliche - ricordano i giudici in sentenza - la valutazione delle offerte, essendo espressione di un’ampia discrezionalità che concerne il merito dell’azione amministrativa, sfugge al sindacato di legittimità del giudice amministrativo, salve le ipotesi di manifesta irragionevolezza, illogicità, irrazionalità, arbitrarietà o di travisamento dei fatti». Per l’avvocato Petrucci, «la sentenza, rigettando tutti i motivi del ricorso, legittima sia il corretto operato della Prefettura di Agrigento sia la correttezza dell’offerta presentata dal nostro cliente. Si tratta di un iter di gara complesso che ha superato in ogni aspetto il vaglio dei giudici».

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