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Comune di Licata, torna in servizio il dirigente Ortega

Il Consiglio comunale di Licata «richiama» in servizio l'ex dirigente Vincenzo Ortega, l'uomo delle demolizioni di immobili abusivi. Con 22 voti favorevoli, uno contrario ed un solo assente, ieri sera l'assemblea cittadina, presieduta da Giuseppe Russotto, ha infatti approvato la revoca della delibera numero 50 che ripristina, di fatto, le dirigenze al Comune di Licata, con l'abolizione delle Posizioni Organizzative.

La proposta era stata inoltrata da sei consiglieri comunali, tutti di opposizione: Calogero Scrimali, Gaetano Aronica, Anna Triglia, Jenna Ortega, Vincenzo Carità e Melania D'Orsi che avevano chiesto alla giunta guidata dal sindaco Pino Galanti, di fare marcia indietro rispetto alla scelta di azzerare la dirigenza dell'ente. Il voto unanime del Consiglio comunale, obbliga l'amministrazione comunale a richiamare in servizio Vincenzo Ortega. L'ex dirigente comunale, l'unico rimasto in carica (prima della cancellazione della dirigenza) dopo che i suoi colleghi sono andati in pensione, attualmente è componente la commissione Prefettizia che amministra il Comune di San Cataldo, ma è pronto a tornare alla guida della burocrazia comunale.

«Ho appena appreso che il Consiglio comunale - ha detto Ortega - ha votato la revoca della delibera numero 50. Questo significa che sono obbligato a tornare a lavorare alle dipendenze del Comune di Licata e sono ben lieto di farlo. Nonostante sia consapevole del fatto che troverò una situazione disastrosa per le evidenti difficoltà dell'ente, dal punto di vista strutturale ed economico - finanziario. È chiaro che adesso l'amministrazione comunale dovrà fare in modo - ha concluso l'ingegnere Vincenzo Ortega - di affiancarmi altri dirigenti in modo da far ripartire l'azione gestionale del Comune».

«La revoca della delibera 50 - ha argomentato il Consigliere comunale indipendente, Angelo Curela - con il ritorno alle figure dirigenziali, proposta dall'opposizione, accolta dalla maggioranza e sottoposta all'approvazione del Consiglio comunale, certifica il flop dell'amministrazione attuale che ha dimostrato di non avere una precisa linea politica né programmatica nelle scelte fin qui adottate ed un grave errore di valutazione sulle conseguenze che l'atto precedentemente approvato ha determinato, con le prevedibili difficoltà nella gestione degli uffici. L'auspicato risparmio economico che doveva scaturire dall'istituzione delle posizioni organizzative si è tradotto in un gravissimo danno per la collettività bloccando anche l'ordinaria amministrazione ed il normale svolgimento delle attività in tutti gli uffici comunali».

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