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Meno acqua nelle dighe della provincia di Agrigento, ma le riserve non sono insufficienti

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Invasi pieni ed acqua che viene sversata nei fiumi o a mare quando si superano i livelli di sicurezza. Invece di essere utilizzata in agricoltura. Sono «soddisfacenti» le scorte di acqua per uso civile, grazie alla piovosità dello scorso inverno mentre per fini irrigui le risorse sono sempre più scarse.

In Sicilia al primo marzo scorso, su una capacità di accumulo di 830,1 milioni di metri cubi, erano invasati circa 539,99 milioni di metri cubi d'acqua, pari al 65,05% della capacità complessiva di accumulo della risorsa. I dati sono riportati dall'Osservatorio acque del Dipartimento regionale dell'Autorità di bacino del distretto idrografico. Un dato in crescita minima rispetto ai 536,46 milioni registrati al primo gennaio 2020. Testimonianza di un gennaio asciutto e poco piovoso.

Le rilevazioni registrano una capienza delle dighe migliore rispetto a quella del 2019 e in crescita rispetto allo scorso dicembre anche se spesso in calo rispetto ai volumi totali degli invasi.

Secondo i dati forniti dal dipartimento regionale dell'autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, la situazione delle dighe non presenta particolari problemi tranne quelle della provincia di Agrigento. I segni meno riguardano la diga Arancio nel territorio di Sambuca, Santa Margherita Belice e Sciacca.

Per due mesi consecutivi (gennaio e febbraio) non si è praticamente vista una goccia d'acqua e a risentirne principalmente è l'agricoltura, visto che gli invasi sono ancora in salute per rifornire le abitazioni.

«Gli invasi sono pieni secondo le capacità stabilite, grazie all'acqua raccolta a novembre - spiega Ignazio Gibiino, presidente di Coldiretti Agrigento. Ma l'acqua non viene distribuita agli agricoltori. Il rifornimento idrico avviene in modo inefficiente. I consorzi sono stati commissariati per trent'anni, con problemi di rete e manutenzioni. E in ogni caso, quell'acqua può essere utilizzata solo per colture a reddito, come i frutteti. Grani, cereali, legumi rischiano, quindi, di restare a secco. Nella zona di Cammarata ci sono i terreni aridi spaccati come fosse giugno. Gli agricoltori hanno concimato con molto ritardo, solo in questi giorni in vista delle piogge previste a breve. Ma, se non dovessero arrivare, tutto sarà inutile».

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