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Il cognome Sciascia di origine araba e non greca: no dei giudici a un presunto parente dello scrittore

Il Tar della Liguria, anche citando i poemi di Omero come Odissea e Iliade e il saggio «La Sicilia come metafora» di Leonardo Sciascia, ha bocciato una richiesta di cambio di cognome da parte di un residente in provincia di Imperia con avi siciliani, indicato in «omissis» nella sentenza per motivi di privacy.

I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso contro gli atti del prefetto di Imperia che avevano negato il via libera alla modifica del cognome del ricorrente che voleva recuperare un accento sostenendo di avere origini greco-albanesi. Sciascia non è mai citato direttamente nella sentenza ma un riferimento sembra chiaro in un passaggio delle motivazioni. «Si rivela in contrasto con la tesi del ricorso - si legge nella sentenza del Tar - la citazione di un brano tratto dal saggio “La Sicilia come metafora” del ricorrente. L’illustre scrittore, che discenderebbe da uno dei fratelli del ricorrente, narra che il suo cognome deriva non dal greco, con il significato di “cattivo”, ma dall’arabo. Pertanto, secondo questa ricostruzione, il cognome sarebbe in origine appartenuto a una famiglia musulmana, arrivata in Sicilia direttamente all’epoca del dominio islamico oppure dalla penisola iberica».

I giudici amministrativi hanno inoltre sottolineato che è possibile «perpetuare il cognome di un ramo della famiglia e la sua fruizione, a condizione che l’istanza non sia dettata da motivi estrosi e/o estetici, bensì da ragioni affettive e dal significato che quel cognome riveste nella comunità sociale». Il prefetto di Imperia aveva respinto la richiesta perché «non risulta dimostrata la presenza del cognome, nella forma accentata sull'ultima lettera della parola, in capo ai suoi ascendenti e non si riscontrano valide giustificazioni di carattere affettivo-familiare per superare l’interesse pubblico al mantenimento del cognome, invariato da molte generazioni».

Il Tar ha confermato questa tesi con una ricerca documentale che risale sino ai tempi di Omero e ai testi di Iliade e Odissea e ricostruisce anche l’albero genealogico degli avi del ricorrente dal 1662. «Non è suffragata da alcun elemento probatorio - spiega il Tar - la tesi secondo cui il suo cognome avrebbe origine greca o greco-albanese e la primigenia grafia si sarebbe trasformata nel passaggio dall’idioma ellenico a quello latino volgare. Si appalesano inconferenti gli estratti delle opere in greco antico invocati dall’esponente, quali l’Odissea e l'Iliade di Omero o la Batracomiomachia, nei quali il termine che si vorrebbe utilizzare come cognome non corrisponde a un cognome ma è la forma neutra plurale dell’aggettivo che significa cattivo».

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