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DOPO L'ESPLOSIONE

Ravanusa: si cerca in garage per Calogero e Giuseppe, «un papà pieno di amore per le figlie»

«Era un padre pieno di attenzioni e di amore per le figlie». Così alcune amiche parlano con commozione di Giuseppe Carmina, 33 anni, disperso insieme al padre, il 59enne Calogero, tra le macerie di Ravanusa.

Giuseppe è il papà di due bimbe di 5 e 7 anni. «La sua luce e la sua gioia», come del resto «per la moglie», aggiungono. La coppia, ricordano, «da sempre sta insieme ed è unitissima, felice per le loro figlie. È una tragedia grande».

I vigili del fuoco continuano a lavorare sul palazzo di quattro piani collassato per raggiungere il garage dove potrebbero essere i corpi di padre e figlio. Le verifiche ai lati del locale non hanno prodotto esiti, così si scava dalla parte superiore dell’edificio, tirando via con cautela cemento e detriti, e poter controllare la parte centrale del garage. Secondo quanto riferisce il sindaco, Carmelo D’Angelo, Giuseppe si era recato dal papà «per un rapido cambio di auto, pochi minuti. Lavora a Riesi e doveva lasciare il Doblo per prendere la Volkswagen in garage. Non si sa se fosse salito a casa dal padre per un veloce saluto e prendere le chiavi o se Calogero fosse sceso giù... doveva essere una visita veloce...». Le due auto sono state trovate. Estesa l’area di intervento e delle ricerche, confermano i vigili del fuoco in azione da sabato sera. Sette i corpi estratti.

Il decreto di sequestro dell’area del disastro di Ravanusa - la zona del cratere e quella limitrofa per complessivi 10 mila metri quadri - è pronto, ma per essere operativo dovranno essere recuperati gli ultimi due dispersi. A quel punto l’area sarà liberata massivamente dai detriti, inibita del tutto e potrà agire la squadra di periti nominata dalla procura di Agrigento diretta da Luigi Patronaggio, chiamata a contribuire a definire le cause dell’esplosione e la natura dell’innesco. Le indagini sono state delegate ai carabinieri che ipotizzano un accumulo sotterraneo di una grande quantità di gas. L’inchiesta contesta i reati di disastro e omicidio colposi.

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