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LA DENUNCIA

La Scala dei Turchi si sbriciola, nuovo allarme: "Cadono centinaia di massi"

Il maltempo dei giorni scorsi ha messo a dura prova, ancora una volta, la Scala dei Turchi. Centinaia di massi sono caduti sui gradoni naturali della maestosa scogliera di Realmonte e si torna a parlare di sicurezza. La denuncia, ancora una volta arriva da Mareamico.

"L’eccessiva cementificazione tutto intorno a lei ha modificato il normale deflusso delle acque meteoriche e poi l’esagerata frequentazione dei luoghi ha fatto il resto", accusa l'associazione.

"La Scala dei Turchi - prosegue - si sta sciogliendo come neve al sole e ad accorgersene è solo Mareamico. Ormai sono anni che documentiamo lo stato di abbandono di questo luogo candidato a patrimonio dell’Unesco".

Scala dei Turchi, le foto dei turisti vicino ai massi caduti

Soltanto pochi mesi fa, la Scala dei Turchi era stata riaperta, in pompa magna, con tanto di visita ufficiale da parte delle istituzioni siciliane, dopo il crollo del lato est, ripristinato con un’opera finanziata dalla Regione.

"Tutti devono sapere che questo è un luogo estremamente pericoloso - dice Mareamico -. Soprattutto il gran numero di turisti che la frequentano non sono consapevoli del pericolo che corrono durante la sua visita. Non possiamo sempre gridare al miracolo".

Per l'associazione "occorre un’operazione di responsabilità: va interdetto il versante ovest che si affaccia su lido Rossello.

Ed urge una programmazione e una seria gestione del sito, con il contingentamento delle presenze. La Scala dei Turchi richiama ogni anno centinaia di migliaia di visitatori, con un riverbero importante sull’aspetto turistico e di conseguenza economico del territorio, merita dunque la giusta attenzione".

"Siamo intervenuti e torneremo a farlo. La natura geologica della roccia, pare che non ci aiuti. Dobbiamo capire quanto questo fenomeno di sgretolamento sia compatibile con l’uso e con l’occupazione di quell'area da parte dei bagnanti e dei turisti". Lo ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci, ad Agrigento dove ha incontrato il personale regionale negli uffici del Genio civile, della Soprintendenza ai Beni culturali e della Protezione civile.

"Per 30, 40, 50 anni, il territorio è rimasto un argomento tabù. Stiamo spendendo centinaia di milioni di euro, serviranno 2 miliardi almeno per poter tentare di mettere in sicurezza il territorio dell’isola - ha spiegato Musumeci - Per il dissesto idrogeologico facciamo 2, 3 gare d’appalto al giorno, però non basta. Purtroppo non basta".

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