IMMIGRAZIONE

Notte di sbarchi a Lampedusa, nell'hotspot i migranti di Ocean Viking

Notte di sbarchi a Lampedusa. Mentre cominciava il trasbordo dei primi migranti a bordo della nave Ocean Viking, altri 78, sono giunti in porto su un barcone soccorso dalle motovedette della Guardia di Finanza mentre 21 sono stati intercettati direttamente a terra dopo essere sbarcati sulla spiaggia dell'Isola dei Conigli. Sono invece ancora in corso le ricerche di sei persone segnalate sull'isolotto disabitato di Lampione.

Dalla Ocean Viking di Sos Mediterranee e Medici senza frontiere, che nei giorni scorsi aveva soccorso complessivamente 84 naufraghi, sono sbarcati circa la metà delle persone a bordo.

Tutti sono stati accompagnati nell'hotspot dell'isola dove in questo momento sono ospitate circa 200 persone, oltre la capienza massima prevista.

Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, ha usato parole durissime: «Chi decide queste cose studi la geografia, la nave era più vicina a Porto Empedocle e non si capisce perchè è stata mandata a Lampedusa. Adesso i migranti dovranno essere trasportati sul traghetto e riportati dove avrebbero dovuto sbarcare direttamente. Perchè questo aggravio dei costi? Che senso ha?».

«Siamo accoglienti ma non stupidi, è una decisione che non ha alcun significato. Da quando si è insediato nessuno del governo ha avviato alcuna interlocuzione con noi sul tema dell’immigrazione, invito il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese a venire sull'isola e rendersi conto personalmente della situazione».

Una volta sbarcati sull'isola, i migranti verranno distribuiti in altri Paesi europei. Secondo quanto si è appreso da fonti di Governo, l’Italia si farebbe carico di 24 profughi, così come la Francia e la Germania; 8 verrebbero ospitati dal Portogallo e due dal Lussemburgo. La decisione del governo sembra dunque porre fine alla politica dei divieti e della guerra alle navi delle organizzazioni umanitarie da parte di Matteo Salvini, che infatti attacca il nuovo esecutivo Pd-M5s: «eccoli lì, porti aperti senza limiti - dice l’ex ministro dell’Interno - questi sono matti, è una resa a chi vuole fare dell’Italia il campo profughi d’Europa».

In realtà la questione è tutt'altro che risolta e non è detto che quando la prossima nave si presenterà davanti alle coste italiane - la stessa Ocean Viking ha già fatto sapere che tornerà immediatamente in zona Sar - le scelte saranno identiche, perché tra gli stessi alleati di governo le posizioni sono ancora distanti.

Al Pd che esulta, con Dario Franceschini che parla della «fine della propaganda di Salvini sulla pelle dei disperati in mare», risponde infatti Luigi Di Maio. «C'è un grande equivoco sul fatto che sia stato assegnato un porto sicuro alla Ocean Viking - puntualizza il ministro degli Esteri - per il semplice motivo che noi lo abbiamo assegnato solo perché l’Europa ha deciso di aderire alla nostra richiesta di prendere gran parte di quei migranti».

Come dire: senza accordo i migranti sarebbero rimasti ancora in mare. E anche l’intesa con i paesi europei è ancora tutta da definire. Perché non è ancora chiaro quali siano, a regime, i criteri della redistribuzione dei migranti. Questioni che, molto probabilmente, non troveranno una risposta prima del vertice del 23 settembre a La Valletta quando Malta, Italia, Francia e Germania tenteranno di trovare l'accordo politico per attuare quel «meccanismo temporaneo» che consenta di ridistribuire in automatico i migranti nei paesi disponibili senza dover ogni volta ricorrere a nuovi accordi.

 

 

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