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PROTESTA SILENZIOSA

Rimasta senza braccia e gambe, si incantena a Sciacca per la casa popolare

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A Gina Cucchiara nel 2007 sono state amputate braccia e gambe a seguito di una grave malattia. È rimasta in coma tre mesi, tra la vita e la morte, prima all'ospedale di Novara e poi in quello di Torino, ma si è salvata e due anni dopo il suo coraggio, la sua voglia di rimettersi in piedi, le hanno fatto ottenere un grande risultato, l'applicazione delle protesi provvisorie.

Adesso sono trascorsi 12 anni, ma la saccense, assieme al marito, Paolo Ardizzone, sta combattendo un'altra battaglia, quella per ottenere una casa popolare. C'era già, in contrada Ferraro, ma è stata occupata abusivamente prima che la famiglia Ardizzone, marito, moglie e tre figli, potesse entrare.

"Quella struttura è l'unica dove posso andare - dice Gina Cucchiara - perché c'è lo scivolo". "Io capisco che tutti abbiamo bisogno della casa - dice il marito, Paolo Ardizzone - ma la nostra situazione è particolare". Dall'Iacp di Agrigento fanno sapere che la questione è stata attenzionata e che si attende l'assegnazione da parte del Comune.

L'articolo completo nell'edizione di Agrigento del Giornale di Sicilia di oggi.

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