IL CASO

Agrigento, il Gip: "Massimino agiva da boss"

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AGRIGENTO. «Antonio Massimino è il depositario e promotore di tutte le decisioni operative». Il gip Francesco Provenzano, nell' ordinanza con cui convalida il fermo del boss quarantottenne di Villaseta e applica la custodia in carcere al presunto gregario Liborio Militello, di un anno più grande, delinea con chiarezza il ruolo di boss del villasetano che, dopo avere scontato la seconda condanna per associazione mafiosa nel processo «San Calogero», si sarebbe rimesso «al lavoro» e in poco più di un anno e mezzo avrebbe conquistato potere sul territorio.

«Antonio Massimino - scrive il giudice commentando un episodio specifico in cui il gruppo doveva studiare un luogo dove commettere un' estorsione - è il promotore di tutte le decisioni operative. Si rileva anche il ruolo conclamato del nipote Gerlando Massimino che, ancora una volta, usando un linguaggio criptico, convoca presso la sede della Syrydrink (la società dello zio che commercializza bevande) il sodale Liborio Militello affinchè sia istruito sulle ultime disposizioni del capo».

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