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Agrigento, nuovo allarme per la Cattedrale: "Lavori prima che sia troppo tardi"

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Conclusa la notte bianca organizzata dalla Diocesi per sollecitare interventi per il Duomo di San Gerlando, chiuso da anni per rischio crolli

AGRIGENTO. «Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi». Nel "silenzio" della Notte Bianca il "fragore" di Don Franco. Le parole pronunciate dall'Arcivescovo di Agrigento suonano come un grido d'allarme. "Agite in fretta, prima che non ci sia più nulla da fare" sembra dire il Pastore della Chiesa Agrigentina riferendosi all'emergenza Cattedrale ormai chiusa da oltre tre anni. Domenica scorsa ancora un successo per la Notte Bianca. Centinaia di agrigentini si sono voluti stringere al capezzale della "Mamma malata".

Il brusio, il frastuono della movida, la musica, le novene, si sono di colpo zittite udendo il forte messaggio del prelato. Senza giri di parole, senza appigliarsi a terminologie ricercate o ad effetto. Parla con il cuore in mano. Diretto il suo linguaggio, accessibile a tutti. Anche e soprattutto a chi, pur conoscendo i rischi strutturali non ha ancora reso operativo un piano di messa in sicurezza. Ci vogliono almeno due milioni di euro per garantire gli interventi necessari alla navata nord. Ma poco o niente ancora si è mosso, solo la speranza, solo tante carte, progetti, pareri, perizie. Di questo Don Franco è cosciente, lui che ha veramente a cuore le sorti del Duomo.

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