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Le amputarono la gamba, maxi risarcimento a Sciacca

SCIACCA. "E' chiara la responsabilità dei sanitari dell'ospedale Sciacca che, a fronte dei rischi che la patologia diabetica della paziente faceva intravedere, avrebbero dovuto seguire il decorso del primo ricovero del primo settembre 2002 e avrebbero dovuto prevenire gli esiti dell'intervento del 26 settembre 2002 con una perizia ed a monte con una diligenza che non vi sono state". Lo scrive il giudice del Tribunale di Sciacca Filippo Lo Presti nella sentenza che riconosce ad una donna di 60 anni, saccense, per la quale, alcuni anni più tardi, è stata necessaria l'amputazione di una gamba, un maxi risarcimento, di 680 mila euro.

Circa 90 mila euro sono stati riconosciuti, da questa sentenza, di primo grado, al marito ed ai figli. Comprese le spese legali la somma complessiva sfiora gli 800 mila euro. La sentenza è già stata notificata dai legali della donna, gli avvocati Antonio Palmieri e Matteo Ruvolo, all'Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, che si è costituita nel giudizio. L'amputazione della gamba destra è stata effettuata nel 2009 in un ospedale del nord Italia, ma tutto nasce, secondo quanto evidenziato dai legali durante la causa civile, da quel "maldestro trattamento sanitario della frattura composta del malleolo tibiale sinistro".

 

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