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IL CASO

Ribera, «In cella ingiustamente»: imprenditore risarcito

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Marco Vinti, 42 anni, riberese, era stato arrestato nel 2009 nell’operazione antimafia Minoa. Poi era stato totalmente assolto

RIBERA. Seimila euro di risarcimento per quattordici giorni trascorsi ingiustamente in carcere: l'imprenditore di Ribera Marco Vinti, 42 anni, arrestato il 27 novembre del 2009 nell'operazione antimafia "Minoa", ha ottenuto l'indennizzo dallo Stato per quelle due settimane trascorse in carcere prima del provvedimento del tribunale del riesame e del processo di merito che lo hanno del tutto scagionato dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa.

La quinta sezione penale della Corte di appello di Palermo ha accolto il ricorso dei difensori, gli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, e ha condannato il ministero dell'Economia e delle Finanza a risarcirlo per i danni subiti per effetto della carcerazione. Vinti, insieme ad altre sette persone, era stato arrestato nell'operazione della Dia denominata "Minoa" con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo la Dda l'imprenditore aveva messo la propria impresa che opera nel campo dell'edilizia a disposizione del boss riberese Paolo Capizzi la cui famiglia mafiosa in quegli anni avrebbe fatto affari col boss Domenico Terrasi che in questa inchiesta ha rimediato una nuova condanna. Ad accusare Vinti, in particolare, sarebbe stato il pentito Calogero Rizzuto, ex capo mandamento di Sambuca di Sicilia.

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