IL DELITTO

San Giovanni Gemini: Concetta è stata massacrata e strangolata

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Questo è quanto emerge dai primi esiti dell'autopsia eseguita, ieri pomeriggio, sul corpo della ragazza sangiovannese

SAN GIOVANNI GEMINI. Massacrata di botte, sbattuta violentemente sulla pareti e sul pavimento, infine strangolata a mani nude fino alla rottura del collo e della basa cranica. Così sarebbe stata uccisa dall'ex fidanzato la giovane Concetta Traina, secondo quanto emerge dai primi esiti dell'autopsia eseguita ieri sul corpo della ragazza su cui è stato fatto anche il tampone vaginale e anale al fine di riscontrare eventuale violenza sessuale prima del delitto. Il corpo di Concetta era pieno di lividi dalla testa ai piedi.

Ad eseguire l'autopsia, ieri all'obitorio dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, è stato il medico legale Giuseppe Ragazzi di Catania - noto per essersi occupato anche del caso relativo alla morte dell'ispettore della Polizia di Stato Filippo Raciti ucciso 2 febbraio 2007 durante gli scontri davanti allo stadio catanese - che oggi procederà con l'esame autoptico sui corpi di Mirko Lena e dell'ex suocera Angelina Reina uccisa insieme alla figlia. Intanto, dopo la tragedia che ha sconvolto la comunità sangiovannese sono stati sospesi ieri dall'arcivescovo di Agrigento, monsignor Francesco Montenegro, i festeggiamenti religiosi della Madonna della Provvidenza in programma domenica prossima e molto sentiti nel piccolo centro dell'Agrigentino. Per domenica 12 ottobre, a partire dalle ore 21, il pastore della Chiesa agrigentina ha invitato tutta la comunità cristiana di San Giovanni Gemini e Cammarata a riunirsi in una veglia di preghiera silenziosa per stringersi spiritualmente attorno al dolore delle due famiglie devastate dalla tragedia di mercoledì scorso, quando Mirko Lena, 27 anni, disoccupato ogni tanto impegnato in lavori saltuari nella piccola fabbrica di materassi del padre, ha ucciso l'ex fidanzata Concetta Traina, di 28 anni, babysitter laureata in filosofia col sogno di diventare insegnante, e la madre della ragazza, Angelina Reina, pensionata di 70 anni, casalinga, vedova da qualche anno e madre di un altro figlio trentenne che lavora nel nord Italia e che è tornato in paese distrutto dalla tragedia in cui ha perso in maniera così violenta e inspiegabile la madre e la sorella. Dopo aver ucciso le due donne nella loro abitazione Mirko si è poi tolto la vita impiccandosi utilizzando dei cavi elettrici.

L'amministrazione comunale, guidata dal sindaco Carmelo Panepinto, ha annullato anche la tradizionale fiera che era prevista per questo fine settimana in concomitanza con i festeggiamenti della Madonna della Provvidenza e ha proclamato il lutto cittadino nel giorno delle esequie. Ancora non si sa il giorno esatto in cui si svolgeranno i funerali, in paese fino a ieri nel primo pomeriggio non erano stati ancora affissi i manifesti funebri, le salme delle tre vittime sono ancora nell'obitorio dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. A celebrare nella chiesa Madre la messa per i funerali delle due donne uccise sarà l'arciprete don Luca Restivo, probabilmente nello stesso momento don Francesco Baldassano celebrerà le esequie del giovane femminicida-suicida nella chiesa della Madonna di Fatima che si trova nel quartiere del Sacramento, proprio a due passi dall'abitazione di via Leopardi diventata teatro della tragedia. Nel frattempo proseguono le indagini avviate dalla procura della Repubblica di Agrigento, con il coordinamento del sostituto procuratore Antonella Pandolfi, nel tentativo di ricostruire la dinamica esatta e chiarire gli ultimi dubbi legati all'assassinio delle due donne e al suicidio del ragazzo nell'abitazione di via Leopardi.

A parte il movente del duplice delitto - che al momento sarebbe da ricollegare alla fine della storia d'amore tra i due ragazzi e al tentativo di Mirko di riconquistare Concetta senza successo fino all'esplosione della furia omicida- non ci sarebbero dubbi che si tratta di un duplice femminicidio con suicidio e nell'indagine non risultano coinvolte altre persone. Secondo la ricostruzione degli investigatori sulla base delle testimonianze raccolte dai carabinieri della compagnia di Cammarata diretti dal capitano Vincenzo Bulla e degli esiti delle prime ispezioni cadaveriche, Mirko Lena, nella tarda serata di martedì scorso, dopo aver forzato una porta-finestra, è riuscito ad entrare nell'abitazione di via Leopardi dove poi ha ucciso l'ex fidanzata soffocandola e fratturandole il collo dopo averla picchiata, e l'ex suocera che forse è stata colpita anche con un coltello o comunque con un'arma da taglio che però non è stata ritrovata all'interno dell'abitazione. Poi il ragazzo si è tolto la vita, poco prima aveva scritto sul muro: "E' la fine del buio".

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