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Agrigento, l’Arpa su Punta Bianca:
"Non ci sono radiazioni"

A Drasy, l’Esercito Italiano pare stia promuovendo un’attività di monitoraggio finalizzata a verificare l’improbabile rapporto di causa-effetto tra esercitazioni e crollo delle falesie

AGRIGENTO. Non ci sono problemi di inquinamento radioattivo, contrariamente a quanto denunciato dagli ambientalisti, nell'area di Punta Bianca e del poligono di tiro di Drasy ad Agrigento. A "certificarlo", ancora una volta, è l'Arpa Sicilia. L'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, che dopo i prelievi ha effettuato le analisi di laboratorio, non ha riscontrato differenze di concentrazione di radionucludi (nuclidi instabili che decadono emettendo energia sotto forma di radiazioni). È quanto emerge dagli esiti delle analisi di radioattività relativi ai campioni di terreno superficiale prelevati il 26 maggio 2014 dall'Arpa. Dalle analisi di laboratorio viene fuori che le percentuali di “metalli pesanti” presenti nel campione esaminato sono addirittura inferiori a quanto previsto dalla vigente normativa europea per gli alimenti. Si esclude quindi la presenza di sostanze inquinanti oltre i limiti consentiti dalle normative in zone adibite a “verde agricolo". Per questo motivo l'area Drasy è ben al di sotto dei valori ammessi per legge nei poligoni militari che, per decreto del 24 giugno 2014, n.91, sono equiparati alle aree industriali. Dai campioni di terreno prelevati ed esaminati dall'Arpa risulta più inquinata l’area esterna al poligono rispetto a quella interna. Probabilmente la presenza dell'Esercito Italiano nell’area di Drasy in qualche modo serve da salvaguardia all'ecosistema e svolge nel contempo anche una funzione di deterrenza tutelando il territorio dallo scempio edilizio che invece ha sfregiato le aree circostanti, dalla valle dei templi a Zingarello. L’intervento dell’Arpa, che ha già avviato i controlli lo scorso maggio facendo i prelievi e monitorando la situazione, è stato sollecitato dall'associazione MareAmico Agrigento guidata dal responsabile Claudio Lombardo che ha lanciato su facebook la campagna "Punta Bianca, sì alla riserva naturale, esercitazioni non qui". Sulla riserva naturale da istituire a Punta Bianca hanno assicurato il loro impegno, in un tavolo tecnico istituito nei mesi alla Provincia su richiesta delle associazioni ambientaliste Mareamico, Marevivo, Legambiente e del distretto turistico e il consorzio turistico - parlamentari nazionali e regionali. Sul social network il dibattito è sempre acceso. L'associazione ambientalista ha ipotizzato, inoltre, correlazioni dirette tra le esercitazioni militari e i crolli della falesia di Punta Bianca. Quanto avviene a Drasy, però, si verifica anche nelle scogliere di marna bianca dalla Scala dei Turchi e di Capo Bianco ad Eraclea Minoa. A tal proposito pare che l'Esercito Italiano stia promuovendo un'attività di monitoraggio finalizzata a verificare l’improbabile rapporto di causa-effetto tra esercitazioni e crollo delle falesie colpite da frane in tutta la costa agrigentina, e in maniera più estesa tutta l’area mediterranea, anche per la continua azione erosiva del mare. 

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