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Agrigento, arriva l’esercito Bonifica a Punta Bianca

Agrigento, Archivio

AGRIGENTO. Torna l’esercito ad Agrigento, questa volta per bonificare la zona di Punta Bianca in vista della manifestazione ambientalista del 19 maggio. Ieri mattina infatti, è arrivata una squadra di 15 uomini del Genio militare con mezzi pesanti per recupero viario della zona di Punta Bianca, operazione concordata durante la visita ad Agrigento del Generale di Corpo d'armata Corrado Dalzini. Il tutto per permettere l’iniziativa ambientalista di pulizia delle spiagge di Drasy e Punta Bianca chiamata «Riprendiamoci Punta Bianca» che coinvolgerà alcune associazioni ambientaliste e diversi volontari. «Questi di oggi - ha spiegato il presidente dlel’Associaizone Mareamico Claudio Lombardo - sono solo dei lavori provvisori, vista l'esiguità del tempo a disposizione, che coinvolgeranno i 5 chilometri del tracciato che porta al mare, successivamente verranno realizzati i lavori definitivi. Ovviamente l'Associazione esprime soddisfazione per la riuscita della prima parte dell'operazione di recupero strade ed è fiduciosa che si possa realizzare anche la seconda fase, ovvero lo spostamento delle operazioni militari di esercitazione in altro luogo diverso da quello agrigentino che in questi lunghi 57 anni ha già fornito il poligono di Drasy. Sappiamo infine che nei prossimi giorni il deputato Nino Boscosi incontrerà con il sottosegretarioGioacchino Alfano, responsabile nazionale per i poligoni militari, al fine di individuare un'area diversa da quella agrigentina». La vicenda era partita quando, qualche settimana addietro, cittadini e ambientalisti si erano lamentati per i forti rumori causati dall eesercitazioni militari a Drasy. In quella circostanza, le proteste portarono ad un primo sopralluogo del generale Dalzini che aveva incontrato i cittadini e la stessa Mareamico. «In quella circostanza - aggiunge Lombardo - si era stabilito in linea di massima, che l’esercito avrebbe potuto riparare il sistema viario compromesso dall’uso con i pesanti mezzi militari, come una sorta di compensazione al territorio». 

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