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Ribera, la Procura sequestra 9 palazzine

Case popolari Iacp di via Fani. Dagli accertamenti tecnici è spuntato cemento depotenziato
Agrigento, Archivio

RIBERA. Dopo gli sgomberi forzati disposti dal sindaco Carmelo Pace all’indirizzo di quasi tutte le famiglie che risiedono dagli anni ’70 negli alloggi popolari fatti costruire dall’Istituto autonomo case popolari di Agrigento nel Largo Martiri di via Fani, nel quartiere di san Francesco alla circonvallazione, adesso è arrivato anche il sequestro giudiziario degli immobili.

Ieri intorno alle tredici in tutta la zona sono stati apposti i sigilli tra le strutture che, dopo l’intervento massiccio delle forze dell’ordine intervenute per dare esecuzione alle ordinanze sindacali, erano state chiuse con rete elettrosaldata e con conci di tufo per evitare che le palazzine, in tutto quelle interessate al sequestro sono nove sulle dieci fatte costruire una quarantina di anni fa, potessero essere abitate ancora. Il sequestro è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Sciacca, che con una nota stampa, ha fatto sapere che l’iniziatuva si inquadra nell'ambito dell'attività investigativa svolta nel procedimento iscritto a carico di alcuni soggetti, a diverso titolo coinvolti nella vicenda giudiziaria, e che risultano essere indagati per il reato di frode in pubbliche forniture ed altro delitto contro l'incolumità pubblica. Le palazzine sotto sequestro - ha chiarito nella nota il procuratore della Repubblica Vincenzo Pantaleo - sono quelle già oggetto di ordinanze di sgombero adottate dal sindaco di Ribera ex art. 54 D.lgs. 267/2000.

Tutta la vicenda ruota attorno alla costruzione dei 76 alloggi del quartiere san Francesco, che, dopo le diverse segnalazioni fatte dai residenti, che hanno dato vita ad iniziative di protesta e addirittura ad un ironico ”Crolla tutto fest” nell’estate di due anni fa, è stato accertato dai rilievi tecnici effettuati sono stati innalzati con l’utilizzo di cemento depotenziato, con conseguente rischio di implosione. Sulla complessa vicenda nel settembre dello scorso anno un esposto denuncia dettagliato sulle condizioni degradate degli immobili era stato inviato alla Procura dal responsabile locale di Sel Angelo Renda.

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