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Sciacca, rischio crolli in centro storico: la pioggia riempie tutti gli invasi

Una famiglia composta da tre persone ha dovuto lasciare la propria abitazione di via Santa Venera
Agrigento, Archivio

SCIACCA. Una casa di via Santa Venera, in pieno centro storico, è pericolante e una famiglia, composta da madre e due figli, che vive in un’abitazione attigua a quella che rischia di crollare, ha dovuto trasferirsi in un residance a spese del Comune. L’intervento è scattato da parte dei vigili del fuoco e della polizia municipale. Al Comune sono già al lavoro per rintracciare i proprietari della casa, disabitata, e che necessità di un intervento di manutenzione. Il tetto ha già ceduto e il rischio crollo riguarda tutta la struttura. Le piogge degli ultimi giorni hanno acuito una situazione che era già critica. Gran lavoro, nelle ultime settimane, per la squadra comunale che si occupa della segnaletica, guidata da Giuseppe Toto. Interventi sono stati effettuati, in paricolare, nella strada che collega la contrada Perriera alla statale 115. Alcune buche si sono riempite di acqua, rappresentando una vera insidia per automobilisti e motociclisti. Il personale comunale è intervenuto anche per la sistemazione della strada, coprendo le buche, oltre che con la collocazione di apposita segnaletica. A Sciacca da settembre del 2012 a oggi, secondo i dati del Servizio agrometeorologico della Regione, sono caduti 600 millimetri di pioggia. Sono stati 278 millimetri dal primo gennaio. Il maltempo ha causato anche danni al sistema di smaltimento delle acque piovane, rendendo necessari alcuni interventi di manutenzione. La stagione più piovosa degli ultimi vent’anni, nel centro termale, rimane, però, quella del 2004-2005, quando caddero ben 870 millimetri di pioggia. Il maltempo e le piogge stanno determinando disagi alla viabilità anche in alcune zone come il viale Siena, la via Ghezzi e la via Ovidio. Buche e avvallamenti rendono pericolosa la circolazione in strade che sono ad altissima densità di traffico. Le piogge stanno anche riempiendo gli invasi. Il Garcia è a quota 70 milioni di metri cubi d’acqua, appena 10 milioni al di sotto della quota massima. Al massimo della capienza di 10 milioni di metri cubi anche la diga Raia di Prizzi, così come la diga Leone, che è a quota 4 milioni. Complessivamente, nelle 23 dighe siciliane sono invasati attualmente oltre 500 milioni di metri cubi d’acqua. A fine febbraio erano 450 milioni. Una situazione ottimale per le riserve idriche, ma che in alcune zone, come nell’area belicina, sta causando danni.  

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