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Porto Empedocle, cede parte di un costone La rete tiene: «salve» le palazzine

I cumuli sono stati trattenuti e non si sono abbattuti sugli edifici sottostanti. Sul posto i vigili del fuoco
Agrigento, Archivio

PORTO EMPEDOCLE. Cede un tratto del costone che sovrasta via Lincoln. Ieri mattina, dalla montagna - già franata in passato - terra e fanghiglia si sono staccati all'improvviso e con violenza si sono abbattuti sulla rete di contenimento che s'è anche staccata per una manciata di metri. Ma la rete di contenimento ha assolto al suo compito: i cumuli sono stati trattenuti e non si sono abbattuti sulle palazzine sottostanti. Non ci sono stati pertanto danni a cose, né a persone. Per alcune ore, in via precauzionale, una dozzina di famiglie sono state tenute lontane dalle loro abitazioni. In contrada Vincenzella è tornata la paura. Esattamente per come è stato quel 14 ottobre del 2009 quando, a causa delle piogge ininterrotte, franò una porzione di costone. Il fiume di fanghiglia, massi e detriti, allora, sventrarono quattro magazzini, travolsero e seppellirono sette autovetture e una decina di ciclomotori posteggiati sia nel piazzale del complesso residenziale che all'interno dei garage. Più di 50 le famiglie che, sempre nel 2009, vennero svegliate da un boato fortissimo e che, terrorizzate, si riversarono in strada. In quella circostanza, la forza cinetica fu così forte che i cumuli di terra e fango riuscirono a sfondare la rete metallica e il cordolo di cemento armato posto a protezione dell'intera montagna. L'area di via Lincoln, dopo il primo crollo dell'ottobre del 2009 e i successivi, più piccoli, cedimenti, era stata messa in sicurezza con tanto di sistema di allarme. Ieri, alle 9,45, l'Sos è arrivato alla centrale operativa dei vigili del fuoco del comando provinciale di Villaseta. I pompieri si sono precipitati e per ore ed ore hanno monitorato il costone. L'amministrazione comunale, con in testa il sindaco Calogero Firetto, ha immediatamente messo in moto il piano di protezione civile, avviando dei nuovi monitoraggi per tutelare l'incolumità pubblica. Ieri, come nel passato, a determinare i nuovi cedimenti sembrerebbero essere state le piogge. Ad allarmare non è però la quantità di detriti venuta giù, quanto, piuttosto, la forza cinetica del fiume di fanghiglia. La protezione civile regionale già nel 2005 aveva realizzato su due parti attigue alla prima porzione di costone franata degli interventi di drenaggio delle acque, per mitigare i rischi idrogeologici, che hanno, di fatti, limitato rischi e danni. Il costone arenitico però, proprio per le sue caratteristiche, - secondo quanto venne reso noto dalla Protezione civile regionale - è soggetto ad avere questo genere di smottamenti.

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