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Trasporti, il sindaco di Lampedusa: siamo come detenuti

Giusi Nicolini parla in merito alla vicenda della nave «Paolo Veronese» che secondo i lampedusani è vecchia e insicura: «A tutti i liberi cittadini - dice - è riconosciuto il diritto di muoversi all'interno del territorio nazionale, tranne che a noi. Da mesi combattiamo per avere un mezzo di trasporto che consenta alle persone e alle merci di viaggiare da e verso la Sicilia. Da mesi sentiamo promesse, ma non vediamo soluzioni»
Agrigento, Archivio

PALERMO. «Di fatto, siamo in regime di detenzione e non sappiamo perchè». Lo dice il sindaco delle Pelagie Giusi Nicolini riferendosi alla vicenda della nave «Paolo Veronese» che secondo i lampedusani è vecchia e insicura. «A tutti i liberi cittadini - dice - è riconosciuto il diritto di muoversi all'interno del territorio nazionale, tranne che a noi. Eppure è un principio stabilito dalla
Costituzione italiana, che  - fino a prova contraria - dovrebbe essere applicata anche ai cittadini italiani che abitano nelle isole Pelagie. Ma non è così. Da mesi combattiamo per avere un mezzo di trasporto che consenta alle persone e alle merci di viaggiare da e verso la Sicilia. Da mesi sentiamo promesse, ma non vediamo soluzioni. Viviamo una situazione paradossale e
indegna di un paese civile. Il sindaco dice cge anche con la ripresa dei collegamenti marittimi, la motonave Paolo Veronese non sarà in grado, da sola, di garantire gli approvvigionamenti indispensabili per ristabilire le condizioni di normalità sulle isole. Per questo ha chiesto di predisporre in via straordinaria uno o due viaggi speciali da effettuare con un mezzo ro-rò a rinforzo della Veronese. «Pescatori e commercianti del pescato - dice - sono i più colpiti dal disagio e vanno aiutati anche con misure di compensazione dei danni subiti, ma chiedo loro di sospendere la protesta, almeno fino all'esito del tavolo di lunedì, o di trovare forme alternative di protesta. Bloccare l'attracco della motonave, infatti, non fa che aumentare il danno e i già enormi
disagi a carico dei cittadini delle Pelagie». Oggi i pescatori hanno comunicato al Sindaco che torneranno a pescare, appena le condizioni del tempo lo consentiranno. E che, se non riusciranno a spedire il pescato con la nave, sono pronti a buttare il pesce per strada davanti al Palazzo Municipale come estremo gesto di protesta.

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