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«Niente ponte? Allora non votiamo!»

Il crollo sulla Statale 115. Tenuta nella sala convegni del Municipio di Ribera un’assemblea cittadina dai promotori di un profili su Facebook
Agrigento, Archivio

RIBERA. A Ribera la protesta per i disagi legati al crollo del ponte sul fiume Verdura corrono sul web e da questo si è trasferita nella sala dei convegni, dove è stata tenuta un’assemblea cittadina coordinata dall’avvocato riberese Serafino Mazzotta, che con un gruppo di riberesi ha creato una pagina speciale su ”Facebook”, denominata ”No ponte, no voto”. Nel corso dell’incontro si è toccato con un mano un certo malumore per come si sta gestendo la vicenda della ricostruzione del ponte, malumore che potrebbe sfociare anche nella decisione per molti di non andare a recarsi alle urne in segno di protesta alle prossime politiche. Ieri mattina, comunque, al centro del dibattito prevalentemente (ed è l’argomento che fa discutere maggiormente) la ”soluzione” che è stata proposta da Anas e Genio Civile ed illustrata nei giorni scorsi nel corso del nuovo ”tavolo tecnico” tenuto ad Agrigento: quella di realizzare una struttura in tubolari d’acciaio da realizzare nell’arco di 30-40 giorni. ”Fermo restando che già sono passati 8 giorni da quanto il ponte è crollato - ha osservato Mazzotta - Che bisognerà aspettare mercoledì per avviare l’iter. E’ mai possibile che per superare un’emergenza ci debbano volere 60 giorni, sempre che questi tempi verranno rispettati?”. Nel corso dei vari interventi che si sono susseguiti è stata prospettata l’opportunità che si possa realizzare un ponte del tipo ”Bailey”, sostenendo una spesa complessivamente modesta: si è parlato, alla luce di esperienze simili portate a termine a Bolzano e a Messina, di una cifra che si aggira intorno ai cento mila euro. ”In pratica – ha chiarito Mazzotta, che era affiancato al tavolo della presidenza da Lillo manto e Pietro Montalbano - con 9 mila euro al mese più iva per un anno questi interventi altrove sono stati fatti. Perchè non si è pensato ad una soluzione come questa? E se qualcuno ci ha pensato perchè non si è fatto sapere il perchè non si è potuto praticare una soluzione come questa?”. All’incontro ha preso parte nella fase iniziale il sindaco Carmelo Pace, che ha delucidato i presenti sulle iniziative portate avanti subito dopo il crollo del ponte, sulle decisioni adottate, sulle iniziative in corso per venire incontro alle esigenze dei produttori agricoli con la sistemazione della strada che da Scirinda porta al ponte sul Verdura in contrada Tracaleggi e che consente di arrivare verso sant’Anna di Caltabellotta. Su questa possibilità sono state espresse delle perplessità nel caso in cui l’arteria dovesse essere utilizzata non solo dai produttori agricoli locali, ma anche da conducenti di altro tipo di automezzi pesanti con i rischi che si possono correre in questi casi. Espresse anche grosse preoccupazioni per la condizione delle strade locali ”appesantite” dal transito di automezzi e mezzi pesanti, ma anche di autoveicoli normali. ”Dalla SS 115 - ha detto Nino Tornambè - ogni giorno passano 21 mila automezzi”. Alla fine è stato deciso di dar vita ad un comitato civico di sostegno al sindaco e che segua da vicino gli eventi.

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