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Il progetto aeroporto sempre più utopia, D’Angelo: «È un’opera che non si farà»

Lo sostiene il presidente della commissione provinciale dei Lavori pubblici che «gela» chi ancora spera nella costruzione

AGRIGENTO. «Ci sono poteri forti che impediscono la realizzazione di questa importante infrastruttura». Volare dalla provincia di Agrigento sembra sempre più utopico «Non ci sono più le condizioni per realizzare l'aeroporto in provincia di Agrigento». Lo sostiene il presidente della commissione provinciale dei Lavori pubblici, Carmelo D'Angelo, intervenuto nel forum delle Infrastrutture da realizzare nel territorio agrigentino. «Mi auguro di essere smentito - aggiunge - però vedo diversi ostacoli, soprattutto di carattere burocratico che non consentiranno la realizzazione di questa opera. Sull'aeroporto - spiega ancora il presidente della commissione Lavori pubblici - voglio dire qualcosa di politicamente scorretto, ma sarò estremamente sincero su questa vicenda. Sono convinto che dietro alla realizzazione dell'aeroporto si nascondano forti interessi da parte di poteri forti che impediscono la costruzione di questa importante infrastruttura per potenziare gli scali di Palermo e Catania non tenendo in assoluta considerazione la possibilità che i realizzi questo aeroporto ad Agrigento. La politica è stata debole, perché invece di unire ed unirsi e condurre questa battaglia in maniera trasversale ed omogenea, ha utilizzato l'aeroporto come elemento di dibattito, di discussione e divisione. Questo non ha agevolato sicuramente la realizzazione di questa importantissima infrastruttura». Poi D'Angelo aggiunge: «Al di la del fatto che la battaglia, secondo me si deve sempre condurre per realizzare l'aeroporto in provincia di Agrigento, sarebbe anche importante condurre delle battaglie per potenziare la rete viaria e ferroviaria che consenta agli agrigentini di raggiungere con più facilità gli aeroporti di Palermo e Catania, per averli più vicini e utilizzarli nel migliore dei modi». D'Angelo scarta l'ipotesi di convenzionarsi con Comiso, perché la situazione viaria non consente di raggiungere agevolmente quello scalo. «Sono dell'avviso - dice il presidente della commissione Lavori pubblici - di fare una convenzione con Palermo e Trapani per poter agevolare gli agrigentini che scelgono questi scali». Quanto al sito, D'Angelo ritiene che sia quello individuato prima, cioè a Racalmuto, e quello attuale di contrada Piano Romano, vadano bene entrambi. «Quello del sito è un falso problema – dice D'Angelo - forse quello proposto a Racalmuto aveva un migliore collegamento con l'autostrada che si sta realizzando, più vicino alla città di Caltanissetta. Quello di Licata ha dalla sua che gli aerei potrebbero atterrare meglio perché c'è l'entrata dal mare, la piana si presta molto per una pista anche con un abbattimento dei costi notevoli. La differenza dei costi per la realizzazione è abbastanza irrisoria. Il problema non è il sito. Si strumentalizza solo per perdere tempo». Nonostante le considerazioni di D'Angelo, il presidente della Provincia, Eugenio D'Orsi, crede ancora nella realizzazione dello scalo. «L'iter - si legge in una nota - va avanti- alle osservazioni mosse allo studio economico-finanziario della Kpmg, durante l'ultima riunione del tavolo tecnico dal componente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'amministrazione provinciale ha controdedotto punto per punto. L'atto programmatico regionale che prevede la realizzazione di uno scalo aeroportuale per migliorare i collegamenti dal territorio agrigentino con il resto d'Italia, con parte dell'Europa e con i restanti paesi che si affacciano sul Mediterraneo, è costituito dal Piano Regionale dei Trasporti».

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