IL CASO

Cani avvelenati a Sciacca: trovate altre esche, un'associazione denuncia il sindaco

SCIACCA. I volontari dell’Enpa di Catania, Adrano e Agrigento sono andati a Sciacca, nel luogo dove una trentina di cani sono morti per avvelenamento. Nell’area di capannoni dismessi, i volontari hanno trovato rifiuti, materiale di risulta e altre esche avvelenate. L’area è stata posta sotto sequestro dai carabinieri tuttavia poco o nulla è dato sapere sia sull'inizio delle operazioni di bonifica previste per legge sia sugli interventi di recupero dei randagi sopravvissuti.

«Purtroppo non ci è stata data alcuna informazione al riguardo. L’amministrazione comunale - spiega Cataldo Paradiso, presidente dell’Enpa di Catania - è assente e, a parte qualche frase di circostanza, continua a fare poco o nulla per tutelare l’incolumità dei suoi cittadini a quattro zampe, contravvenendo così agli obblighi imposti dalla legge». Secondo la normativa, infatti, il sindaco non solo è responsabile per i randagi e gli altri animali vaganti sul suo territorio - responsabilità che naturalmente comprende la tutela della loro incolumità - ma in in caso di ritrovamento di esche avvelenate deve attivare la procedura prevista dalla normativa. Che prevede, appunto, la bonifica dell’area interessata».

Intanto, il presidente dell'associazione animalista Aidaa, Lorenzo Croce, denuncia il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, dopo il caso dei trenta cani trovati avvelenati nelle campagne  saccensi.

Secondo l'animalista Croce, il sindaco è  "il primo responsabile per il benessere dei randagi presenti sul territorio comunale e della loro salute ed incolumità",  avendo "con il suo comportamento ritardato volutamente l'emissione dell'ordinanza comunale che avvisava della presenza dei bocconi avvelenati e avendo quindi commesso abuso d'ufficio", aggiunge.

Ancora, accusa il presidente di Aidaa: "Con il suo comportamento omertoso ha omesso di segnalare la presenza del veleno, non allertando i competenti servizi territoriali di controllo e favorendo così la morte per avvelenamento di decine di cani randagi di cui è responsabile. Con il suo comportamento il sindaco Valenti ha di fatto messo a repentaglio la salute dei cittadini del suo Comune non avvisandoli della presenza dei bocconi avvelenati in parti cospicue del territorio comunale".

Lorenzo Croce ha annunciato che domani mattina presenterà la denuncia alle forze dell'ordine e al tribunale di Sciacca.

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