Ospedale di Sciacca, attese interminabili per la chemioterapia

Il problema dovuto alle sacche che arrivano in ritardo ad Oncologia dalla farmacia dell’ospedale. La struttura è sotto organico
Agrigento, Archivio

SCIACCA. Fino alle 4 del pomeriggio in ospedale per la chemioterapia. Si ripresentano, al Giovanni Paolo II di Sciacca, i problemi che, negli anni scorsi, hanno determinato una levata di scudi anche da parte della classe politica, quelli riguardanti la lunga attesa per i pazienti che devono effettuare chemioterapia e che arrivano da diverse zone della provincia. «Martedì sono arrivato alle 10 del mattino e sono andato via alle 4 del pomeriggio – dice Franco Panzica, di Agrigento, che vive ad Eraclea Minoa – mentre oggi (ndr, ieri per chi legge) sono arrivato sempre alle 10 e vado via alle 14, ma lascio gente ancora ad aspettare che uscirà fra due o tre ore. Così non è possibile andare avanti anche perché io ho fatto terapia a Rozzano e non perdevo un minuto. Nei mesi scorsi anche a Sciacca non ci sono state attese, mentre adesso non è possibile andare avanti in questa maniera». Il problema è determinato dal fatto che le sacche arrivano in ritardo dalla farmacia dell’ospedale e ieri pazienti e loro accompagnatori si sono recati a colloquio con il direttore, Giuseppe Bellavia. Hanno appreso che nell’organico della farmacia mancano un farmacista e un infermiere. Recentemente un intervento della direzione dell’Asp ha destinato alla farmacia due unità per il magazzino perché questo lavoro, per mancanza di personale, è stato svolto anche da un farmacista e da un infermiere. In pratica, la farmacia non ha tutte le unità delle quali dovrebbe disporre, si accumulano ritardi nella preparazione e dunque nel trasferimento delle sacche in Oncologia ed i pazienti sono costretti a, lunghe attese. «Non è possibile andare avanti in questa maniera – dice Panzica, che ieri ha sollecitato l’intervento del Giornale di Sicilia – e una soluzione bisogna trovarla al più presto». In Oncologia non si segnalano altri problemi. Due soli medici, entrambi con incarico a tempo determinato, svolgono egregiamente il lavoro. Ogni giorno sono almeno una decina le chemioterapie che vengono eseguite, ma ci sono pure una dozzina di visite ambulatoriali. Tutto procede regolarmente con pazienti soddisfatti per l’assistenza che ricevono. L’unico intoppo riguarda i tempi con i quali arrivano le sacche in reparto. Sulla vicenda è intervenuto il segretario della Cgil, Franco Zammuto. «Purtroppo – dice – da qualche tempo mi capita con sempre maggiore frequenza di occuparmi di fatti che riguardano la sanità. L’Oncologia deve essere posta in primo piano e le questioni che riguardano questo reparto trovare subito la giusta attenzione. Ho notizia dei problemi della farmacia ed è necessario trovare una soluzione in tempi brevi, dotandola di tutto il personale necessario, visto che stiamo parlando di un pilastro dell’ospedale. L’organizzazione del lavoro, però, deve tenere conto – conclude Zammuto - di priorità dettate dalle condizioni dei destinatari di ogni attività».

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