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La rete di Messina Denaro ad Agrigento, 30 a processo. I nomi e le foto

Si terrà il 13 dicembre prossimo, davanti al Gip di Palermo, Paolo Magro, l’udienza preliminare nei confronti di 30 persone coinvolte nell’operazione antimafia Xydi condotta del 2 febbraio scorso nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Trapani e Palermo. In manette finirono elementi di spicco delle famiglie mafiose della Sicilia centromeridionale e occidentale. L’unico latitante è Matteo Messina Denaro. L’udienza preliminare si svolgerà nell’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo.

Gli imputati

Gli imputati sono Giancarlo Buggea, 51 anni di Canicattì; l’ex avvocato Angela Porcello, 52 anni di Naro; Giuseppe Falsone, 52 anni di Campobello di Licata; Giuseppe Grassadonio, 51 anni di Campobello di Licata; Giuseppe Giuliana, 56 anni di Delia; Antonino Chiazza, 52 anni di Canicattì; Calogero Di Caro, 75 anni boss di cosa nostra di Canicattì; Pietro Fazio, 49 anni di Canicattì; Santo Gioacchino Rinallo, 61 anni di Canicattì, boss della stiddra; Calogero Paceco, 57 anni di Naro; Simone Castello, 62 anni di Villabate; Antonio Gallea, 64 anni di Canicattì della stiddra coinvolto nell’omicidio Livatino quale uono dei mandanti; Antonino Oliveri, 36 anni di Canicattì; Diego Emanuele Cigna, 22 anni di Canicattì; Gregorio Lombardo, 67 anni di Favara; Luigi Boncori, 69 anni di Ravanusa; Giuseppe Sicilia, 42 anni di Agrigento; Matteo Messina Denaro, 59 anni di Castelvetrano; il poliziotto Giuseppe D’Andrea, 40 anni di Agrigento in servizio al commissariato di Canicattì; l’ex ispettore dello stesso commissariato Filippo Pitruzzella, 61 anni di Canicattì; Luigi Carmina, 56 anni di Ravanusa; Gianfranco Roberto Gaetani, 53 anni di Naro; Gaetano Lombardo, 65 anni di Ravanusa; Giuseppe Pirrera, 62 anni di Favara; Giovanni Nobile, 60 anni di Naro; Stefano Saccomando, 44 anni di Agrigento; Calogero Valenti, 56 anni di Canicattì; gli avvocati Annalisa Lentini, 41 anni, e Calogero Lo Giudice, 47 anni, di Canicattì;  Vincenzo Di Caro, 40 anni di Canicattì, socio di un punto posta privato.

Le indagini hanno consentito di disvelare un presunto sistema di controllo e gestione delle vendite e del commercio dei prodotti agricoli e delle relative intermediazioni che venivano imposte per zone di influenza delle diverse famiglie. All’’ex legale Angela Porcello, a lungo compagna di Giancarlo Buggea, le indagini hanno ritagliato un ruolo di «consigliori e cassiera“ ma anche sodale a pieno titolo. I poliziotti invece avrebbero favorito Cosa nostra attraverso l’accesso illegale alle banche date ed imbeccate mirate a danneggiare la Stidda.

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