LA CAVALCATA

La marcia trionfale del Licata: 82 punti per conquistare la D

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È stato un campionato di Eccellenza «dominato», nel girone A da due squadre agrigentine: il Licata, neo promossa in serie D ed il Canicattì che ancora si può giocare l'ultima chance di promozione con i playout nazionali. Una stagione da incorniciare soprattutto per il Licata delle meraviglie. La vecchia favola della Polisportiva che si arrampicò fino al nono posto della serie B nel 1989, rivive 30 anni dopo nelle gesta della squadra di oggi, che messe in archivio una serie di rifondazioni societarie, sembra aver raggiunto il corretto assetto dirigenziale e la giusta alchimia in campo, dominando il girone A di Eccellenza siciliana e riconquistando la serie D.

Un percorso straordinario: nelle 30 partite di regular season, 82 i punti ottenuti sui 90 a disposizione con un attacco supersonico: 95 gol fatti, 17 successi consecutivi e l'ultima partita, quella contro il Mazara, vinta 10-3. Dietro le quinte l'entusiasmo della nuova dirigenza, in cui un palermitano e un catanese vanno d'amore e d'accordo. Loro sono il presidente trentacinquenne (il più giovane della storia gialloblù) Danilo Scimonelli - consulente, imprenditore ed editore - e il suo vice Enrico Massimino, costruttore, figlio di Turi ex patron del Messina e nipote di Angelo, storico «presidentissimo» del Catania. Scimonelli spiega l'impresa del suo team. «Come il Licata degli anni '80, la nostra gestione - ammette - è oculata e innovativa e fa piacere aver riportato l'entusiasmo in città. Pensate che abbiamo due gruppi organizzati di tifosi. Uno attuale e un altro, gli “Ultras 1977”, composto da chi era ragazzino nel tifo anni Ottanta. Mi piace pensare che le nostre scelte sono state un po' come lo storico presidente Franco Licata D'Andrea, che tenne in sella Zeman nel momento di maggior critica nei confronti del boemo, per poi essere ripagato dalla promozione in C1. Adesso puntiamo a un anno di assestamento in serie D e alla scoperta di giovani interessanti; poi non poniamo limiti alla provvidenza. D'altronde abbiamo conquistato la quarta serie al secondo anno del nostro piano triennale. Oggi il “Dino Liotta” è in erba sintetica e funzionale ma siamo impegnati con il Comune anche al recupero del campo di Villaggio dei Fiori, da concepire in futuro come casa del nostro settore giovanile. La favola Licata rivivrà, vedrete».

Ci crede anche il Canicattì. Quest'anno la squadra biancorossa ha rinnovato i vertici dirigenziali, affidando la presidenza ad Angelo Licata, imprenditore molto rinomato in Europa con il suo gruppo. Ed ha affidato la conduzione tecnica ad un allenatore che proviene dalla serie D: il mazarese Nicola Terranova. Che, a sua volta, ha portato a Canicattì tanta professionalità, a partire dallo staff tecnico che lo circonda: il preparatore atletico Gianluca Amato, quello dei portieri Pietro Catalano e la nutrizionista Sandra Greco. Un team collaudato che ha diretto una trentina di giocatori che hanno fatto parte del Canicattì di Eccellenza. Adesso rimane da fare l'ultimo sforzo. Il prossimo impegno per i biancorossi, trascinati da Benedetto Iraci, è fissato per il 19 maggio quando la squadra scenderà in campo per affrontare la prima fase dei playoff nazionali contro la vincente degli spareggi del girone A di Eccellenza della Campania.

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