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L'INTESA

Gli specialisti dell’Ismett lavoreranno all’ospedale di Canicattì

Agrigento, Salute

Via alla collaborazione tra Asp Agrigento e Ismett di Palermo in ambito clinico-terapeutico, nel settore della ricerca specialistica e della formazione. Il commissario straordinario dell’azienda Mario Zappia e il direttore Ismett Angelo Luca hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con cui i due enti si impegnano per tre anni ad attuare una collaborazione che si concretizza nelle prestazioni specialistiche erogate dall’unità di medicina generale ad alta intensità di cura dell’ospedale «Barone Lombardo» di Canicattì.

Nel reparto, diretto da Giuseppe Augello con il dipartimento di medicina dell’azienda, vengono presi in carico pazienti acuti e complessi che in alcuni casi necessitano di un approccio internistico e di un trattamento sub-intensivo. «Grazie alla collaborazione con Ismett - si legge in una nota dell’Asp Agrigento - i degenti potranno contare su un costante confronto clinico fra i medici del reparto e quelli dell’Istituto trapianti e terapia di alta specializzazione nella valutazione delle diverse casistiche. In più, compatibilmente con le proprie liste d’attesa e la disponibilità di posti letto, l’Ismett valuterà, secondo le modalità ritenute più idonee i pazienti del reparto dell’ospedale di Canicattì che necessitano di trapianti d’organo, di procedure di radiologia interventistica, di trattamenti chirurgici o endoscopici per patologie oncologiche, epatobiliari o pancreatiche, coronariche, polmonari e vascolari». L’unità di medicina generale di medicina generale del «Barone Lombardo», in relazione alla propria disponibilità, accetterà, sia in regime ambulatoriale che di ricovero, i pazienti provenienti dall’Ismett che devono proseguire un percorso di cure internistiche ospedaliere per problematiche come complicanze infettive post trapianto, insufficienze d’organo, scompensi glicemici o altro.

“L’accordo con Ismett - dice il commissario Mario Zappia - punta ad ottenere un reciproco beneficio a vantaggio dei pazienti del territorio e realizza concretamente un modello virtuoso di collaborazione inter istituzionale. In quest’ottica di condivisione abbiamo anche previsto che i medici dei due enti sanitari possano partecipare insieme a programmi di formazione e di aggiornamento congiunto».

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