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Emergenza migranti, il sindaco di Agrigento: "Scappano? Lo Stato faccia lo Stato"

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Calogero Firetto

Infiniti e senza sosta gli sbarchi di migranti in provincia di Agrigento. E senza sosta anche i tentativi di fuga da centri d'accoglienza.

"Lo Stato faccia lo Stato. Nessuno vorrà vedere più, altrimenti creiamo tensioni, gente che fugge in quel modo indisturbata, gente che arriva con i barchini fin sotto le coste, si cambia e poi sciama lungo le città", ha commentato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, ospite di "Radio anch’io" su Rai Radio1.

"Non va benissimo", ha affermato Firetto, in quanto "di fronte a questo flusso importante che stiamo tornando a vivere in questo giornate - ha spiegato -, il tema del non riuscire a mantenerli dentro le aree dove si fa il triage e il tampone al migrante, come è accaduto nei giorni scorsi con una quantità di persone che sono fuggite per esempio dal molo di Porto Empedocle, è sotto le riprese di tanti cittadini".

Il sindaco di Agrigento ha poi fatto riferimento ad "un segno di buona accoglienza nei confronti di questa gente che si trova - ha evidenziato - in 500 dentro una tensostruttura, con i rifiuti accanto. Questo pone una condizione inevitabile. Scappano? Vorrei vedere. Con 50 gradi all’ombra la gente inevitabilmente scappa, fa parte dell’istinto di sopravvivenza".

Firetto ha raccontato di essere stato "chiamato dai concittadini per situazioni di difficoltà oggettive e logistiche", "non mi era mai capitato" ha sottolineato parlando anche di uno stabile dove "si è deciso di mettere in quarantena un certo numero di migranti".

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