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LA LETTERA

Ricovero dei disabili psichici, il sindaco di Raffadali: "Discriminazioni dalla Regione"

Mancate quote di compartecipazione sanitaria della retta di ricovero dei disabili psichici ospitati nelle Comunità alloggio da parte delle Asp provinciali ai comuni.

Lo denuncia in una lettera al capo dello Stato, Sergio Mattarella, il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro. "Nella Regione, così cara a tutti noi, infatti, dove i Sindaci amministrano con grandi difficoltà finanziarie, organizzative e di carenza di personale, da qualche anno, si deve subire una irrazionale decisione delle Aziende Sanitarie, nel silenzio e nell’inerzia della Regione (Presidente, Assessore alla Salute ed Assessore alla Famiglia), di non corrispondere ai Comuni la quota di compartecipazione sanitaria della retta di ricovero dei disabili psichici ospitati nelle Comunità alloggio".

"Tale ingiusta, irrazionale e paradossale presa di posizione, in violazione della costante e copiosa normativa nazionale e regionale, viene sostenuta dalle Aziende Sanitarie, persino nei numerosi contenziosi giudiziari che i comuni hanno dovuto avviare, per non rischiare il default, con la risibile e infondata motivazione che le norme nazionali sulla compartecipazione sanitaria al costo delle rette per i ricoveri dei disabili psichici, non si applicano in Sicilia - aggiunge - Tale assurda negazione di un diritto sacrosanto che pone a carico del Servizio Sanitario la parte sanitaria delle rette, è una palese negazione del diritto dei disabili mentali all’assistenza adeguata su tutto il territorio nazionale. I Comuni, nell’impossibilità di assumere a carico dei propri bilanci la quota sanitaria delle retta, non sono più nelle condizioni di poter autorizzare i ricoveri dei disabili nelle comunità, negando, di fatto, per grave responsabilità della Regione Siciliana, il loro diritto all’assistenza adeguata".

"Auspichiamo che un Suo autorevole intervento - conclude - possa risolvere la grave situazione e chiudere i numerosi contenziosi giudiziari, che stanno causando la negazione del diritto all’assistenza dei disabili, oltre che un grave danno all’erario pubblico, per spese, interessi e parcelle di avvocati".

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