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LA PROTESTA

Acqua pubblica, sit-in al municipio di Agrigento: "No ai privati"

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Agrigento, Economia

Oggi è il giorno della grande mobilitazione, domani si passerà alla votazione. Saranno giornate storiche, le prossime, per il futuro della gestione del servizio idrico integrato nell'Agrigentino.

Il Movimento cinque stelle non ha dubbi: non può esserci gestione pubblica con la Società per azioni. A ribadirlo ancora una volta sono i parlamentari pentastellati eletti in provincia di Agrigento: Matteo Mangiacavallo, Giovanni Di Caro, Filippo Perconti, Michele Sodano, Rosalba Cimino e Rino Marinello, dichiarando che il Movimento aderirà alla protesta prevista per questa mattina ad Agrigento.

"Le azioni di proprietà dei Comuni - precisano i parlamentari - possono essere cedute, un domani, previo cambio statutario della Spa. E con la Spa, indipendentemente se i capitali sono pubblici o meno, i cittadini perdono il controllo sulla gestione. Quella della Spa sembrerebbe la soluzione più «comoda» da adottare per i sindaci agrigentini proprio come nel 2007, quando decisero di non decidere e la gestione venne affidata alla Girgenti Acque Spa. Oggi vorrebbero nuovamente deresponsabilizzarsi affidando tutto a terzi. A caldeggiare questa scelta sarebbero, in primis, i sindaci di Sciacca Francesca Valenti e quello di Agrigento, Lillo Firetto. Un'eventuale scelta da parte dell'Ati di Agrigento, presieduta dalla sindaca di Sciacca Francesca Valenti, verso una società per azioni a totale capitale pubblico quale forma di gestione per il dopo Girgenti Acque troverebbe il totale disaccordo e la forte opposizione del M5S che aderisce alla protesta dei cittadini, in programma domani pomeriggio ad Agrigento".

In piazza anche la Lega, con Rita Monella, consigliere comunale, il commissario provinciale Massimiliano Rosselli ed il commissario cittadino Francesco Di Mare.

"Siamo al redde rationem per riportare la gestione dell'acqua pubblica in mano ai comuni - dice Rita Monella - un ritorno dopo gli ultimi lustri e i fatti giudiziari che hanno visto coinvolti i vertici del gestore privato in un momento storico-politico che le amministrazioni comunali e in primis quella di Agrigento devono dire da che parte stare, se dalla parte del popolo o dalla parte dei giochi della vecchia politica".

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