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L'OPERA

Agrigento, artista dell’Accademia di Belle arti realizza un busto di Livatino

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Il busto bronzeo dedicato al Beato Rosario Livatino è pronto e verrà collocato sotto la finestra di quello che fu il suo ufficio nell’ex Palazzo di Giustizia, in via Atenea

Il busto bronzeo dedicato al Beato Rosario Livatino è pronto e verrà collocato sotto la finestra di quello che fu il suo ufficio nell’ex Palazzo di Giustizia, in via Atenea. Ad ospitarlo sarà uno spazio di piazza Gallo, o meglio un largo che prenderà proprio il nome del giudice ucciso dalla mafia. «Questa idea – dice il sindaco Francesco Miccichè – nasce da una mia proposta, avanzata in occasione delle riunioni che si sono svolte nelle settimane che hanno preceduto la beatificazione. Una proposta che è stata accolta con entusiasmo dall’allora arcivescovo, il cardinale Francesco Montenegro, dalla magistratura agrigentina e dagli amici del giudice Rosario Livatino. Sono molto contento di potere rendere omaggio ad un giusto, che credeva fortemente nei valori cristiani, che non si è lasciato corrompere, fino a pagare con la propria vita. Ma anche un uomo di fede, un esempio per tutti noi, e oggi un Beato. Tributargli una statua è un modo per tenere viva la sua memoria».

La scultura è stata realizzata gratuitamente da un allievo dell’Accademia di Belle arti Michelangelo di Agrigento, grazie al supporto del direttore Alfredo Prado, che ha sposato la proposta del sindaco. Il Comune, dal canto suo, si è fatto carico delle spese per la fonderia, la Vulcano di Mazara del Vallo, per circa 2.500 euro, mentre la base è stata donata dal marmista Francolino. È Salvatore Navarra, l’artista che materialmente ha realizzato il prototipo del busto. «Mi sento orgoglioso - dice il giovane scultore - di aver ricevuto questo incarico dal magnifico direttore Alfredo Prado dell’Accademia di Belle arti Miche- langelo. “Sub Tutela dei” è stato il motto che ha accompagnato il giudice Rosario Livatino per tutta la vita. Con l’energia di queste parole ho intrapreso l’impegno affidatomi, consapevole di omaggiare una figura che per me è stata sempre un faro, una guida alla correttezza delle azioni che nella vita quotidiana sono la silenziosa e necessaria lotta costante contro le Mafie per il riscatto di questa meravigliosa Sicilia nella quale intendo rimanere e vivere».

Alfredo Prado ha già svelato sui social il «volto» bronzeo di Livatino, scatenando qualche polemica. Alcuni agrigentini, infatti, sostengono che la statua non somigli al Beato, mentre altri ne esaltano il valore. Intanto il monumento sarà inaugurato presto, forse il 21 settembre, anniversario della uccisione del giudice o il 3 ottobre, ricorrenza della sua nascita.

L'articolo nell'edizione di oggi del Giornale di Sicilia

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