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Sambuca di Sicilia, Shakespeare e Ipazia in scena tra le rovine di monte Adranone

Torna il grande teatro nello scenario mozzafiato di Monte Adranone a Sambuca di Sicilia, l'insediamento greco punico tra l’VIII e il III secolo a.C. che si erge a quasi mille metri d’altezza sulla vale del Belìce, una delle zone archeologiche forse più belle e meno conosciute della Sicilia, dopo il successo dell’anno scorso con «Le Troiane».

Quest’anno il teatro comunale L’Idea, che organizza la rassegna Lucciole e silenzio insieme all’amministrazione comunale di Sambuca di Sicilia, ha deciso di raddoppiare l'appuntamento con due serate evento.

La prima, che si svolgerà domani dalle 19, sarà una vera e propria maratona teatrale con due spettacoli in sequenza. Prima saranno i personaggi di Shakespeare che prenderanno vita in scena con "Cattivi e Cattivissimi" di Luigi Lunari, protagonista Antonio Salines; poi sarà la volta del «Sogno di Ipazia», lo spettacolo scritto da Massimo Vincenzi interpretato da Francesca Bianco e diretto da Carlo Emilio Lerici. La rassegna si chiuderà martedì 18 agosto con la prima nazionale de «La figlia di Iorio», prodotto dal teatro Stabile d’Abruzzo con Vincenzo Pirrotta protagonista.

A dare voce alla galleria di personaggio Shakesperiani di "Cattivi e cattivissimi" sarà un grande attore: Antonio Salines, vincitore nel 2019 del premio Le Maschere del teatro italiano.

I cattivi in Shakespeare non sono solo quelli classici, quali il deforme e sanguinario Riccardo III, il traditore Macbeth e la sua consorte o Enrico V ma anche tanti altri cattivi che nelle tragedie Shakespeariane si sono resi protagonisti di indicibili efferatezze come i bastardi presenti nel Re Lear e in Re Giovanni. I cattivi per necessità protagonisti dell’Enrico VI, per arrivare al Marco Antonio del Giulio Cesare che ben disegna i caratteri degli assassini di Cesare.

Antonio Salines è bravissimo nel passare da un personaggio all’altro, trovando la chiave di ciascuno attraverso una recitazione essenziale e incisiva. Una galleria di ritratti rivisti con l'occhio moderno di Luigi Lunari, scomparso un anno fa. Subito dopo andrà in scena «Il sogno di Ipazia», che ha collezionato oltre 300 repliche in tutta Italia.

Lo spettacolo ripercorre la storia di Ipazia, filosofa astronoma e matematica pagana vissuta ad Alessandria d’Egitto a cavallo tra 300 e 400, donna-simbolo per generazioni di donne, amatissima dal pensiero femminista non solo per essere stata una delle migliori eredi del platonismo, scienziata di argute invenzioni, ma soprattutto per aver incarnato libertà e autonomia di pensiero.

Proprio per questo fu perseguitata e uccisa dai cristiani diventando una figura simbolo della lotta per l’emancipazione femminile. Ipazia è interpretata da Francesca Bianco, da oltre trent'anni protagonista sulle scene italiane. Fuori campo, ad interpretare il pensiero politico dell’autorità religiosa, è la voce di Stefano Molinari, conosciuto per le sue partecipazioni nelle principali fiction televisive. Le musiche, che costituiscono un parte fondamentale dello spettacolo, sono state create da Francesco Verdinelli, le videografie sono di Giulia Amato.

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