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Agrigento, il figlio gli prese la pistola e si suicidò: assolto vigile urbano

Il processo ha dimostrato che l'agente di polizia municipale aveva correttamente conservato l'arma di ordinanza

Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Michele Dubini, ha assolto un vigile urbano di Agrigento dall’accusa di omessa custodia di armi. L’agente era finito a processo in seguito al suicidio del figlio trentenne che si era tolto la vita sparandosi con la sua pistola di ordinanza. La tragedia si consumò nel marzo dello scorso anno, nell’abitazione del Villaggio Mosè di Agrigento, dove il giovane viveva insieme ai genitori. Il processo ha dimostrato che il vigile urbano aveva correttamente conservato la pistola di ordinanza.

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