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A Sciacca un corso di scrittura per detenuti, così i giovani possono scegliere altri percorsi

Si intitola «Liberarsi dalla violenza» un progetto di lettura e scrittura creativa destinato ai detenuti della casa circondariale di Sciacca (Agrigento). A coordinarlo: la psicoterapeuta Maria Grazia Bonsignore. «I partecipanti al progetto - dice - sono giovani poco più che ventenni. Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzarli svolgendo insieme a loro, attraverso la letteratura, azioni di prevenzione e cura delle relazioni funzionali e disfunzionali, della sofferenza, delle opportunità e degli stimoli per dare loro delle alternative rispetto ad un destino che non può e non deve essere segnato».
Ne sono venuti fuori confronti ed espressione dei sentimenti dei detenuti sotto forma di scritti, poesie e riflessioni. Come quella di Carmelo, 23 anni, di Canicattì, tuttora in attesa di sentenza di primo grado nel processo in cui è imputato per spaccio di droga: «Siamo noi a scegliere cosa fare della nostra vita, io per ora sono in carcere, ma vorrei che questo fosse il punto da cui ripartire per una vita migliore con la mia ragazza, che mi aspetta fuori».
È in attesa di sentenza anche Giovanni, ventenne di Motta Camastra, piccolo comune del Messinese, coinvolto insieme al padre (detenuto in un altro carcere) in un’operazione antidroga. Ed è proprio al padre che Giovanni ha dedicato una poesia, che in un passaggio dice: «Papà, non smettere di sognare. Un giorno torneremo ad abbracciarci».
Sta scontando una pena definitiva a 3 anni e 8 mesi per rapina infine Gaetano, anche lui 20 anni, di Catania, quartiere Librino: «Frequento istituti di pena da quando avevo 15 anni, ma ora mi sono stancato. Ho tutta la vita davanti, quando uscirò vorrò viverla al meglio».
Alcune delle poesie sono state presentate al concorso letterario riservato ai detenuti delle carceri italiane «Carlo Castelli», promosso ogni anno dalla società San Vincenzo De Paoli con il patrocinio di Camera e Senato. Concorso nel quale il progetto «Liberarsi dalla violenza» ha ottenuto una menzione speciale.
«Questo progetto - dice Giovanna Re, direttrice della casa circondariale di Sciacca - dimostra che è possibile intraprendere altri percorsi di vita, avendo come riferimento modelli comportamentali che non siano quelli della sopraffazione, della prevaricazione e dell’abuso. I nostri detenuti, attraverso questo progetto di lettura e scrittura creativa, hanno avuto gli strumenti per conoscere forme espressive virtuose. I risultati sono arrivati, e di questo siamo orgogliosi, perché indicano la via verso il riscatto sociale di questi ragazzi». Durante la Giornata contro la violenza sulle donne i detenuti hanno prodotto un lavoro contenente pensieri e considerazioni.
E all’interno del progetto «Liberarsi dalla violenza» è stata organizzata la presentazione del romanzo della giovane scrittrice Valeria Gargiullo dal titolo «Mai stati innocenti», pubblicato da Salani, che racconta una storia di marginalità sociale nel quartiere di Campo dell’Oro, nel comune di Civitavecchia, dove l’autrice è nata. «Io per prima mi sono salvata grazie alla cultura», ha detto la Gargiullo. All’interno del progetto, infine, la titolare della libreria Ubik di Sciacca Ornella Gulino ha donato alla biblioteca del carcere una cinquantina di libri.

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