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LA DIFESA

Agrigento, l'imprenditore Vella dopo le denunce ora è sotto inchiesta: «Chiarirò tutto»

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corruzione, Agrigento, Cronaca
Lo stabilimento della Seap

«Leggere queste cose mi fa male perché sono del tutto estraneo alle accuse, questi comportamenti non mi appartengono e non fanno parte della mia cultura. Per me parla la mia storia, ho sempre combattuto l’illegalità e denunciato il malaffare». L’imprenditore agrigentino Sergio Vella, titolare della Seap e indagato dalla Procura palermitana per alcune ipotesi di corruzione, tangenti sotto forma di utilità al funzionario regionale Marcello Asciutto, respinge le accuse e si dice «pronto a chiarire ogni addebito, perché le cose non stanno affatto così come sono state rappresentate».

«Alle 6 del mattino (del 18 novembre, ndr) - racconta Vella - sono venuti tre finanzieri a notificarmi un atto che ha dei contenuti abbastanza diversi da quello che si sta raccontando. A ogni modo ho sempre creduto nelle istituzioni e continuerò a farlo, ho totale fiducia nell’operato della magistratura e non vedo l’ora di essere ascoltato per chiarire i fatti». L’imprenditore annuncia che risponderà alle domande del giudice e il suo legale, l’avvocato Nicola Grillo, impugnerà l’ordinanza al tribunale del riesame.

«Siamo in presenza di una bufala, non ho corrotto nessuno e non sono stato favorito da nessuno». L’imprenditore, titolare di una delle principali imprese del meridione in materia di trattamento e smaltimento dei rifiuti, smentisce l’ipotesi accusatoria dei pm e aggiunge: «Non c’è stato alcun favoritismo nei miei confronti, basti pensare che chi avrebbe dovuto agevolarmi ha fatto scadere tutte le autorizzazioni e siamo stati costretti a presentare un nuovo progetto perdendo ben tre anni. Stiamo parlando davvero del nulla ma tutto questo lo chiarirò quanto prima nelle sedi competenti».

Sergio Vella aggiunge: «Essere accostati a queste vicende mi fa male perché la mia attività dà lavoro da tanti anni ad almeno 100 padri di famiglia. Queste cose non mi appartengono, il malaffare l’ho sempre denunciato e mai favorito».

Vella, nel 2009, denunciò e fece arrestare l’allora sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, che gli aveva chiesto una tangente per sbloccare un credito milionario vantato da lui nei confronti del Comune con la minaccia che, se non avesse pagato, avrebbe impugnato il decreto ingiuntivo e non avrebbe mai visto i soldi. De Rubeis, per questa e altre due accuse analoghe, fu poi condannato definitivamente a 6 anni e 9 mesi.

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