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Canicattì, manifestazione contro il green pass in largo Aosta

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Meno di un centinaio di persone, diverse delle quali semplici curiosi ed altre provenienti anche da fuori, hanno partecipato a Canicattì alla manifestazione del tardo pomeriggio di oggi contro il green pass.  Ad organizzare la protesta, svoltasi in largo Aosta sotto l'occhio vigile di polizia, carabinieri e guardia di finanza, Salvin Beninati, Lidia Lo Brutto e Carmelina Alaimo di Canicattì con Manuel Samaritano e gli interventi in presenza di Daniel Zuccarello e Fabio Maggiore e da remoto del dottore Giuseppe Cusumano. Durante gli oltre 90 minuti di interventi sono emersi diversi punti di vista così come le anime interne ai gruppi locali. Elemento conduttore l'assoluta contrarietà ad ogni forma di tracciamento attraverso il Green pass sia normale che rinforzato.

È stato il dottor Cusumano della provincia di Trapani ad illustrare, dopo avere detto di «avere lavorato a Bergamo durante la prima emergenza e svolgere attività di consulenza oggi verso colleghi e pazienti», una cura «del tutto domiciliare alternativa a quella ufficiale senza alcun bisogno di vaccini». Giuseppe Cusumano ha detto di «avere risolto e guarito seimila pazienti e di avere avuto solo tre insuccessi». Gli interventi di Daniele Zuccarello e Fabio Maggiore non hanno del tutto chiarito il titolo dato all’incontro: «Perdita del potere di acquisto dovuto ai rincari». Dietro i vaccini e le diverse politiche di contrasto della pandemia ci sarebbero delle lobby, secondo gli organizzatori della manifestazione. Il movimento No green pass, a detta loro, «combatte le lobby della farmaceutica e le clientele della politica con tutti, maggioranza ed opposizione, seduti allo stesso tavolo». Alla fine c'era in piazza anche tra gli attivisti chi è contrario al vaccino, chi al green pass e chi invece «alle cure, tramite gli odierni vaccini, di una semplice infiammazione».

Alla fine dell’incontro per tutti l'invito ai presenti di non cedere alle lobby e di contrastare quella che dagli organizzatori viene chiamata «questa forma di dittatura». A confondere ancor di più la testimonianza di Lidia Lo Brutto. «Mi sono ammalata io, mio marito e mia figlia di 5 anni, che dopo un giorno di febbre è guarita, mentre l'altra figlia di 10 anni pur vivendo con noi non si è ammalata». Sia tra gli organizzatori che tra i relatori c’è stato chi pur essendo in possesso della mascherina non l’ha utilizzata e chi addirittura ne era sguarnito. Tra il pubblico dei manifestanti invece la mascherina era indossata da tutti pur non mantenendo il dovuto distanziamento. Tra i presenti c’erano pure dei vaccinati e numerosi no vax riuniti dall’unica battaglia e sigla dei No green pass, che hanno assicurato continueranno a farsi sentire non solo in piazza ed ancor più alla vigilia delle Regionali 2022 e delle Politiche 2023.

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