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FARO SUI POZZI

Blitz della Finanza, si fermano le autobotti dell'acqua private a Canicattì

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Controlli della Guardia di Finanza di Agrigento sul fiorente mercato dell’acqua privata a Canicattì. Militari del comando provinciale assieme ai colleghi della Tenenza di Canicattì nelle scorse ore hanno controllato uno dei maggiori pozzi, per quantità di acqua prelevata giornalmente di Canicattì che si trova nel quartiere Oltreponte. Al momento bocche cucite da parte dei vertici delle Fiamme gialle ma tanto è bastato a bloccare la circolazione delle autobotti private ed il relativo mercato dell’acqua.

Un sistema di chiaramente contro legge ma che da oltre 40 anni consente ai cittadini di rimediare alle inefficienze dei consorzi acquedottistici e dei gestori privati. Al di là dell’assunto che l’acqua sorgentizia non può essere venduta da privati alcuni degli autobottisti che consegnano il “prezioso liquido” nelle case dei cittadini non hanno i mezzi in regola né tantomeno sono iscritti in appositi registri. In città solo due ditte sono autorizzate a prelevare dai serbatoi comunali per rifornire in caso di bisogno le attività commerciali, le case di assistenza ed anche le famiglie con soggetti immobilizzati a letto. Il prezzo medio per metro cubo oscilla intorno all’euro e cinquanta. Al momento il servizio privato è di fatto sospeso con gravi disagi sulla popolazione.

E si scatena la polemica in piena campagna elettorale.  Il candidato sindaco approdato al ballottaggio Cesare Sciabarrà ha presentato una denuncia contro ignoti alla polizia dopo la presunta diffusione che lo indicavano come l’ispiratore dei controlli della Guardia di Finanza ad autobottisti privati e gestori di pozzi. Il personale delle «fiamme gialle» questa mattina nel corso di un servizio mirato hanno controllato e sottoposto a fermo amministrativo due mezzi adibiti al trasporto di acqua destinata alle utenze private cittadine ed avviato accertamenti su un pozzo di privato usato per rifornire le autobotti. Sciabarrà teme dietro la ridda di voci pericolose strumentalizzazioni sia per la propria incolumità che per l’esito del ballottaggio del 24 e 25 ottobre prossimi.  Silenzio dall'altro candidato sindaco, Vincenzo Corbo, anche lui completamente estraneo alla vicenda.

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