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EMERGENZA IDRICA

Licata stremata, in arrivo più acqua nelle case

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L’impegno della società consortile: il serbatoio Safarello avrà 30 litri al secondo in più per fronteggiare l’emergenza

Si attenua la crisi idrica a Licata: la città otterrà 30 litri di acqua in più al secondo per fronteggiare la gravissima crisi idrica che interessa tutto il territorio. È il risultato ottenuto dal sindaco Pino Galanti, che da giorni sollecita tutti gli enti competenti, ad ogni livello, rappresentando anche il grave rischio di disordini causato dai lunghissimi turni di distribuzione idrica nelle abitazioni.

Gerardino Castaldi, presidente del Consiglio di amministrazione dell’azienda idrica dei comuni «Aica», ha risposto alle sollecitazioni del sindaco Galanti, assicurando che il serbatoio Safarello di Licata riceverà 30 litri di acqua al secondo in più per fronteggiare l’emergenza.

La maggiore dotazione sarà compensata da lievi riduzioni di portata negli altri serbatoi della provincia di Agrigento. «È il primo, importante, risultato ottenuto – commenta il sindaco Pino Galanti – grazie ad una pressante attività di sollecito istituzionale e politico per mettere Licata al centro della distribuzione idrica. Ci rendiamo conto che la crisi idrica sta colpendo ovunque, ma non è più possibile tollerare che nelle case di Licata l’acqua arrivi solo ogni 8 giorni e per poche ore. Monitoriamo costantemente la situazione ed a questa prima soluzione, ne seguiranno delle altre».

Nei giorni scorsi erano stati i residenti delle zone collinari di Licata, soprattutto Montesole, Calcare e Giannotta, a segnalare, con veemenza la mancata distribuzione dell’acqua nelle loro case. Non ricevevano una goccia d’acqua da almeno due settimane. Ma non sono state solo le zone collinari a soffrire la sete. Anche in pieno centro molti cittadini, utenti e commercianti si sono lamentati col gestore perché non sono stati riforniti. Il titolare di un panificio di via Architetto Licata ieri mattina è andato su tutte le furie ed ha dovuto ricorrere ad un’autobotte privata per poter continuare a lavorare.

Adesso però qualcosa si muove e le promesse fatte al sindaco Galanti potrebbero servire a «smuovere» le acque. La situazione sarà monitorata dall’amminist razione comunale. Del resto una città grande come Licata non può permettersi di non garantire un servizio così importante ai cittadini – utenti, in un periodo particolarmente delicato per la vita sociale ed economica del luogo. In questi giorni, infatti, la città è popolata da diversi emigrati che tornano nel proprio paese di origine per trascorrere le vacanze estive. Spesso si ritrovano senz’acqua dopo una giornata trascorsa al mare e dunque necessitano di una doccia. Ma se aprendo i rubinetti non vedono scorrere l’acqua, vanno su tutte le furie e probabilmente il prossimo anno ci penseranno due volte prima di decidere di tornare a Licata.

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