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CORTE D'APPELLO

Mafia e traffico di droga a Porto Empedocle, sette assolti: i nomi

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I giudici della Corte di appello di Palermo hanno confermato le sette assoluzioni, che erano già state decise con la sentenza di primo grado emessa il 29 gennaio 2014, del processo scaturito dall’inchiesta Hardom 2, con il quale si ipotizzava un traffico di cocaina sotto l’egida di Cosa nostra che lo avrebbe gestito attraverso un proprio rappresentante di spicco: l’empedoclino Fabrizio Messina, 45 anni.

Si tratta del fratello dell’ex superlatitante Gerlandino Messina che a sua volta ha già scontato due condanne per associazione mafiosa. Nella circostanza Fabrizio Messina era accusato di avere diretto la presunta organizzazione che acquistava cocaina e altra droga all’estero, in particolare in Germania per poi rivenderla nelle varie piazze dell’Agrigentino. «La droga mi fa schifo - era stata la difesa del boss - e proprio per questo motivo non ci ho mai avuto a che fare».

I giudici d’appello, a conclusione del dibattimento hanno assolto Fabrizio Messina, nei cui confronti il sostituto procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna già avanzata e non accolta dai giudici di primo grado a 16 anni di reclusione, insieme gli altri sei imputati, anche loro di Porto Empedocle, ai quali l’accusa contestava di avere avuto un ruolo nella presunta organizzazione dedita allo smercio internazionale della cocaina.

Si tratta di Raimondo Macannuco, 39 anni (16 anni era la richiesta di pena), in quanto ritenuto il presunto braccio destro di Fabrizio Messina; Bruno Pagliaro, 31 anni, anch’egli arrestato nell’operazione Nuova Cupola, insieme a Fabrizio Messina con l’accusa di associazione mafiosa ma assolto pure in quella circostanza (10 anni e 8 mesi era la proposta di pena per lui da parte del pg); Salvatore Lombardo, 32 anni, Giancarlo Buti, 32 anni, Giuseppe Antonio Patti, 43 anni, e Calogero Noto, 40 anni. Per questi ultimi il pg aveva chiesto la condanna a 8 anni di reclusione ciascuno.

L'articolo completo nell'edizione di Agrigento-Caltanissetta-Enna del Giornale di Sicilia.

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