TORNA L'EMERGENZA

Migranti: scoppia l'hotspot di Lampedusa, vertice Macron - Conte

Ancora sbarchi autonomi a Lampedusa. Anche ieri tredici tunisini sono arrivati sulle coste siciliane. Su una barchetta di legno sono giunti fino alla Tabaccara, la zona rocciosa adiacente alla bianchissima spiaggia dell’isola dei Conigli.

Alcuni bagnanti, un po' sorpresi, hanno visto arrivare un piccolo natante a motore da cui sono scesi altri 21 tunisini.

Anche il giorno prima erano arrivati a Lampedusa 12 tunisini su un barchino e nove migranti sullo scoglio disabitato di Lampione. Settantotto camerunensi e tunisini erano stati recuperati su un’imbarcazione a largo dell’isola dalla guardia di Finanza e dalla capitaneria di porto. Tutto ciò mentre proseguiva il trasbordo dalla nave Ocean Viking alle motovedette delle 82 persone salvate in mare e che sono state portate sull'isola: 58 dovrebbero andare in Germania, Francia, Portogallo e Lussemburgo, e 24 restare in Italia.

E intanto Roma attende la visita di Emmanuel Macron, mercoledì prossimo, per fare un passo avanti sul dossier migranti, in vista di due importanti vertici dei ministri degli interni europei chiamati a definire il piano per la redistribuzione dei profughi. Per il governo italiano ci sono motivi di ottimismo, ma non mancano le incognite.

Di positivo c'è la disponibilità di Francia e Germania ad una ripartizione automatica fondata su quote per ogni Stato. E’ tutto da vedere, invece, se passerà la proposta del premier Giuseppe Conte di adottare sanzioni per chi non vuole accogliere. Inoltre, c'è da capire se Parigi punterà i piedi per accettare solo i rifugiati e non i migranti economici.

"E' probabile che la questione sia affrontata ma non risolta a Roma, probabilmente bisognerà aspettare il summit di Malta del 23 settembre. Anche se Parigi vorrebbe sancire la sua soddisfazione per il cambio di governo in Italia con un gesto significativo...", lasciano trapelare fonti francesi.

Della questione migratoria il Conte bis a trazione giallo-rossa ha fatto una priorità, tentando di capitalizzare al massimo la maggiore disponibilità di Bruxelles. Così il premier, ottenuta la fiducia in Parlamento, è volato a incontrare la neo presidente della Commissione Ursula von der Leyen e gli altri vertici Ue proprio per rilanciare il patto sui migranti fondato sulla solidarietà tra gli stati membri. Incassando la promessa di sostegno finanziario e operativo. Il nuovo clima in Europa ha portato anche ad una mano tesa verso l’Italia di Francia e Germania, che hanno accettato di accogliere il 25% dei migranti sbarcati sulle coste dell’Europa meridionale: un patto a 4, inclusa Malta, incubatore per una sorta di 'coalizione di volenterosi' disposti a condividere il peso degli sbarchi.

La partita, tuttavia, è ancora tutta da giocare. Sia Roma che La Valletta chiedono la redistribuzione per tutte le persone salvate nel Mediterraneo, quindi anche i migranti economici, che sono la percentuale più alta. Berlino ha lasciato intendere di essere pronta in qualche maniera a tendere la mano, mentre dalla Francia ancora non sono arrivati segnali di apertura. Il secondo nodo da sciogliere è quanti saranno davvero i Paesi pronti ad unirsi ai 'volenterosi'. Considerato che, come è noto, i paesi del Nord Europa e soprattutto il blocco orientale dei cosiddetti Visegrad hanno sempre fatto orecchie da mercante sulla condivisione dell’onere dei flussi con i partner del sud. Conte, per superare questo impasse, ai vertici Ue ha proposto un meccanismo di sanzioni per chi resterà a guardare, ovvero meno fondi per i paesi che non accetteranno le loro quote di migranti.

Questa opzione è sul tavolo dei negoziati, ma non scritta sulla pietra. Per capire quanto successo avrà la strategia italiana sui migranti il primo appuntamento sarà appunto quello del 23 settembre, quando i ministri dell’Interno di Francia, Germania, Italia, Malta, Finlandia (in qualità di presidenza di turno del Consiglio dell’Ue) e Commissione si riuniranno alla Valletta in cerca dell’intesa. Poi ci sarà il consiglio Affari interni dell’Ue, a Lussemburgo, il 7 e 8 ottobre, con i 28 più i Paesi associati Schengen, come Svizzera e Norvegia. Nel frattempo, bisogna portare dalla propria parte la Francia, archiviate le tensioni dell’ultimo anno: Macron e Conte, mercoledì a Roma, avranno tanto di cui discutere.

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