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Agrigento, il procuratore capo Patronaggio: "Pochi i centri antiviolenza"

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Luigi Patronaggio, procuratore di Agrigento

Chi ha chiesto aiuto, fino ad oggi, non è mai stato da solo. Magari non è stato semplice tendere una mano che diventa appiglio, ma presto - ad Agrigento e provincia - ci sarà una rete che si occuperà della prevenzione e del contrasto della violenza su donne, bambini, soggetti deboli che siano vittime di maltrattamenti o di abusi.

Ieri mattina, in Prefettura, s'è tenuta la prima riunione per l'avvio del percorso che porterà ad un protocollo d'intesa. Un'iniziativa - quella di creare una rete interistituzionale - voluta dal procuratore capo di Agrigento Luigi Patronaggio.

"Abbiamo una situazione drammatica, abbiamo pochissimi centri antiviolenza, pochissime case di accoglienza che si contano su una sola mano, a fronte di un fenomeno: quello della violenza di genere e della violenza su fasce deboli che in questa provincia è particolarmente grave - ha spiegato il procuratore Patronaggio - . Allora abbiamo ritenuto, accogliendo delle indicazioni del Consiglio superiore della magistratura e dal legislatore, con l'aiuto della Prefettura, di far sedere tutti attorno allo stesso tavolo: mondo della sanità, della scuola, della giustizia e delle forze dell'ordine per mettere a regime, e a rete, le conoscenze per capire che cosa si può fare di più".

L’articolo nell’edizione di Agrigento del Giornale di Sicilia

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