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Mafia, ad Agrigento un documentario sulla morte del piccolo Stefano Pompeo

Lo Stato fu assente - a Favara - il 23 aprile del 1999, giorno dei funerali del piccolo Stefano Pompeo: vittima innocente della mafia.  E vent'anni dopo l'omicidio di un «bambino che amava la vita», non c'è, ancora, nessun colpevole.

A ridare voce alla legittima richiesta una mamma e un papà - ma anche di tutti quei bambini che d'ora in avanti conosceranno la storia e tragica fine di Stefano Pompeo - ci ha pensato il documentario «Quasi 12, nessun colpevole» scritto e diretto dal giornalista Gero Tedesco, con il montaggio curato da Davide Sclafani, la fotografia curata da Manuela Lino, la ricerca storica di Tedesco, Silvio Schembri, Michele Ruvolo e le musiche degli Eimog e di Davide Lo Iacono.

«Crediamo di fare un lavoro di memoria perché dimenticare una storia così tragica è, per noi, un reato vero e proprio - ha detto Tedesco, poco prima della presentazione del docu-film sul bimbo di Favara, ucciso per errore e dimenticato per decenni - . Per quell'omicidio addirittura non c'è mai stato nessun indagato. Un tragedia che è stata lasciata in qualche deposito giudiziario. Cerchiamo - ha detto chiaramente il giornalista Tedesco - di far riaprire il caso giudiziario e di non far dimenticare Stefano». Da martedì sera, momento della presentazione - al cinema Astor di Agrigento - del documentario, Stefano è tornato a vivere.

L'articolo nell'edizione di Agrigento del Giornale di Sicilia

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