CONTRADA GIACHERIA

Folla per l'ultimo saluto a Salvatore, giovane operaio morto ad Agrigento
 

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«Ogni passo sulla terra è un passo di cammino con il Signore verso l'eternità. Oggi diamo l'Addio a Salvatore. Una morte prematura del nostro fratello. Siamo davanti ad un corpo martoriato. Ricordiamo la sua giovialità, la sua apertura di cuore e la sua disponibilità. Tutte virtù umane che fanno pensare ad una disponibilità di fede. Siamo qui per affidare alla bontà misericordiosa del Padre il nostro fratello defunto Salvatore, per stringerci attorno alla famiglia: alla mamma, al fratello ed alle sorelle colpite da questo dolore immenso. È un dolore così indicibile che non c'è un termine per definirlo».

Queste le parole di don Filippo Barbera , arciprete di Santa Margherita dette nel corso dell'omelia durante la messa di saluto allo sfortunato Salvatore Calandra. Con Don Filippo, a concelebrare il funerale, anche Don Stefano Nastasi. Una chiesa Madre gremita per Salvatore Calandra, giovane operaio di 47 anni, rimasto schiacciato nel ribaltamento di un escavatore in contrada Giacheria.

Al funerale erano presenti le due comunità di Santa Margherita di Belice e Montevago. Centinaia di amici e parenti si sono stretti attorno al dolore dell'anziana madre Maria Santangelo, delle sorelle Giuseppina, Eleonora e del fratello Fano oltre ai cognati Giovanni Saladino, Francesco Maggio e Caterina Turano.

L'articolo nell'edizione di Agrigento del Giornale di Sicilia

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